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Naufragio
al largo della Libia

· La crisi innescata dalla questione migranti rischia di travolgere il governo tedesco ·

Ancora un naufragio, ancora morti in mare. Davanti alla Libia continua la tragedia dei migranti e ieri un’altra carretta del mare è affondata con un nuovo bilancio che si profila tragico: 63 i dispersi, destinati ad allungare il triste numero dei morti. Solo dall’inizio dell’anno se ne contano già mille. Oltre 40 persone che erano a bordo dell’imbarcazione affondata sono state salvate dalla guardia costiera libica. Più fortunate dei compagni di viaggio. 

Ma per loro, mentre i soccorsi delle ong sono al momento azzerati (complice anche la chiusura dei porti di Italia e Malta), il futuro è quello di finire nei centri di accoglienza libici. Una ventina di strutture ormai al collasso, che ospitano già almeno diecimila persone rinchiuse in condizioni di sovraffollamento aggravate dall’afa di questi giorni. La nuova tragedia si è consumata mentre in Germania va in scena una crisi che, proprio sulla questione dei migranti, rischia di travolgere il governo guidato da Angela Merkel oltre che a incrinare la tradizionale alleanza tra i cristiano-democratici della Cdu e quelli bavaresi della Csu. Il ministro degli interni tedesco e leader della Csu, Horst Seehofer, ha infatti manifestato la propria intenzione di dimettersi, evidentemente non soddisfatto da quanto il governo di Berlino ha ottenuto in materia di migrazioni all’ultimo vertice europeo di Bruxelles. Come è noto, Seehofer propugna una politica nazionale di respingimenti al confine dei migranti già presenti in territorio europeo e che decidono di spostarsi (i cosiddetti movimenti secondari). Merkel invece sottolinea la necessità di iniziative coordinate a livello comunitario. Il tema è stato tra quelli trattati al vertice di Bruxelles dove Merkel ha affermato di avere ricevuto il sostegno di numerosi paesi proprio per arginare i movimenti secondari. Ma questo non è bastato a Seehofer che ha appunto minacciato le dimissioni. L’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) ha intanto denunciato «l’allarmante aumento delle morti al largo della costa della Libia».

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17 ottobre 2019

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