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Naufragio
al largo della Libia

· Salvate oltre cento persone ma venticinque migranti risultano dispersi ·

Venticinque dispersi e oltre cento tratti in salvo. Sono i numeri della nuova tragedia dell’immigrazione registrata nelle ultime ore nel Mediterraneo. I migranti erano salpati da Tripoli e diretti in Italia: hanno inviato una chiamata di emergenza questa mattina.

Migranti soccorsi dalla guardia costiera libica nel porto di Tripoli (Ap)

Dopo dodici ore di navigazione la loro imbarcazione è naufragata. Tra le persone tratte in salvo si contano anche sei donne — hanno precisato fonti libiche — aggiungendo che da gennaio la guardia costiera ha tratto in salvo oltre 2000 migranti, «un numero molto più alto rispetto allo stesso periodo del 2016» hanno sottolineato le stesse fonti, senza fornire dettagli.

E sempre in queste ore, a conferma della gravità della situazione sulle coste italiane, la nave Aquarius è giunta a Pozzallo con oltre 500 persone a bordo. Si tratta di 423 uomini e 90 donne, di cui otto incinte. Provengono prevalentemente dalla Nigeria e dal Bangladesh, ma tra loro vi è anche un gruppo di famiglie siriane. I minori sono 138, dei quali 92 non accompagnati. 33 i bambini sotto i 13 anni: 19 hanno meno di 5 anni e sette non hanno nemmeno un anno. Sono tutti stati recuperati nelle ultime 24 ore da cinque imbarcazioni (tre gommoni e due barconi) al largo delle coste libiche. La guardia costiera italiana ha comunicato che nella sola giornata di ieri sono stati salvati più di 900 migranti nel Mediterraneo. In questo quadro, ieri, è giunta la nuova denuncia dell’Unicef, il fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia, secondo cui le nuove politiche di rimpatrio europee «mettono in pericolo i bambini». Solo pochi giorni fa fonti europee hanno fatto sapere che i paesi membri dell’Unione potrebbero in futuro dover rimpatriare almeno un milione di migranti.

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