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Nascono le guardie
di frontiera europee

· Vienna promuove l’Italia sulla gestione del Brennero ·

Nascono le nuove guardie di frontiera europee: un compromesso è stato raggiunto ieri a tempo di record a Bruxelles sul regolamento per la protezione delle frontiere esterne dell’Unione. Si tratta di un concreto passo in avanti, di fondamentale importanza anche perché nasce da un accordo generale tra tutti i Paesi membri. 

Controlli della Croce Rossa sui migranti sbarcati in Spagna (Reuters)

L’intesa, sollecitata dalle capitali, e raggiunta anche grazie all’intenso lavoro della presidenza di turno olandese, arriva a sei mesi dalla proposta iniziale della Commissione. «Da oggi l’Europa tratta la protezione delle sue frontiere come una missione di solidarietà comune» ha commentato il presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker, che dell’idea aveva fatto un punto chiave durante la sua campagna elettorale. La nuova agenzia potrà contare su un totale di 1500 guardie, dislocate nei rispettivi Paesi di appartenenza, ma pronte a essere mobilitate altrove con un breve preavviso. Nel caso in cui le debolezze delle frontiere esterne di uno Stato dovessero mettere a rischio l’area Schengen, il regolamento prevede il cosiddetto «diritto di intervento», ovvero una missione guidata da Bruxelles, su proposta della Commissione europea, e sulla base della decisione del Consiglio Ue, a maggioranza qualificata. Il Governo in questione avrà trenta giorni per conformarsi all’iniziativa europea e collaborare, sottoscrivendo il piano operativo. Ma se la riluttanza della cancelleria dovesse rivelarsi ostinata, è prevista la possibilità di ricorrere all’articolo 29 del codice Schengen, con la chiusura delle frontiere interne, fino a un massimo di due anni, per i Paesi confinanti.

Intanto il cancelliere austriaco Christian Kern, in visita a Bruxelles, ha promosso l’Italia sui controlli al Brennero: «Non ci sono difficoltà perché Roma ha gestito i flussi migratori in modo eccellente, quindi molto rumore per nulla» ha avvertito.

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