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Nascita
di uno spazio urbano

· Una lettura innovativa dell’Italia medievale ·

Mille anni di storia, dal V al XV secolo, presentati attraverso la lettura e l’interpretazione delle evidenze archeologiche, che contrassegnano indelebilmente l’Italia in un processo di lunga durata, sono ricostruiti da Andrea Augenti nel libro Archeologia dell’Italia medievale (Bari-Roma, Laterza, 2016, pagine 332 con 188 illustrazioni nel testo, euro 35). 

Notitia Dignitatum: vignetta del comes Italiae (fine IV – metà V secolo)

Già all’inizio del volume l’autore definisce la dimensione spaziale e temporale delle testimonianze archeologiche selezionate, per marcare nel suo svolgimento un itinerario coerente, individuando così gli elementi di trasformazione e conservazione del divenire storico. Lo scrive Carlo Carletti aggiungendo che in questa direzione quasi di necessità emergono le fondamentali e dibattute problematiche relative ai limiti e ai pregi di una univoca periodizzazione di lunghissima durata o di un frazionamento, in cui è ancora lecito distinguere una tarda antichità (IV-VII secolo), un alto medioevo (V-X secolo o VIII-X secolo), un basso medioevo (XI-XV secolo). Ma in definitiva la scomposizione di una lunga periodizzazione «ci aiuta a non essere travolti dal flusso della storia» e a non sottovalutare e a non cancellare elementi significativi di sequenze cronologicamente definite, sebbene non sempre culturalmente omogenee.

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25 marzo 2019

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