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Nasce tre volte

· ​Concluse le prediche d’Avvento in Vaticano ·

Al momento della nascita di Gesù, il mondo «non era meno agitato di oggi, anche se tutto avveniva in un cerchio più ristretto». Così il cappuccino Raniero Cantalamessa, durante la quarta predica di Avvento, ha cercato di rievocare l’atmosfera in cui Cristo è nato a Betlemme. La meditazione conclusiva del ciclo si è tenuta venerdì mattina, 23 dicembre, nella cappella Redemptoris Mater del Palazzo apostolico, alla presenza di Papa Francesco.

Le strade e le taverne — ha ricordato il predicatore della Casa Pontificia — brulicavano di gente a causa del censimento: i grandi personaggi del momento, anche se lontani, erano Cesare Augusto ed Erode. Mentre «due sole persone, Maria e Giuseppe, erano a conoscenza dell’evento più importante, non solo di quel tempo, ma di tutti i tempi».

La situazione si rinnova, spiritualmente, a ogni Natale. Infatti, le notizie di atti di terrorismo, di guerre, di masse costrette «a lasciare le proprie case e per le quali, come per Maria e Giuseppe, “non c’è posto nell’albergo”, si accavallano e ci raggiungono in tempo reale». Perciò solo chi per un’ora o per un istante «sarà capace di mettere a tacere tutto, fuori e dentro di sé» e, con la grazia dello Spirito Santo, «prende coscienza di quello che ricordiamo in questo giorno, solo questi potrà dire di aver “fatto” Natale». Succede come quando, ha proseguito, «uscendo dal caos assordante della città, uno varca la soglia di casa o del proprio convento e ha l’impressione di entrare in un altro mondo». 

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26 giugno 2019

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