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Nasce l’asse
Ankara-Bruxelles

· Per far fronte all’emergenza dell’immigrazione ·

La crisi dei profughi e la solidarietà antiterrorismo riavvicinano Ankara e Bruxelles come dimostra la visita del cancelliere tedesco, Angela Merkel, che ieri ha promesso nei suoi incontri a Istanbul con il presidente Recep Tayyip Erdoğan e il premier Ahmet Davutoğlu di riavviare i negoziati per l’ingresso della Turchia in Europa.

Il cancelliere Merkel insieme al presidente Erdoğan (Reuters)

In cambio di un piano congiunto per prevenire una nuova ondata di rifugiati in fuga dalle violenze dell’Is, Merkel ha dichiarato di essere a favore della riapertura dei capitoli negoziali legati alle politiche economiche e monetarie, gli ostacoli che hanno creato l’impasse nel processo di integrazione della Turchia nell’Unione. «Ankara è pronta a cooperare in tutti i modi con l’Ue» ha detto Davutoğlu, sottolineando che «la crisi non può essere risolta se non si risolve prima il conflitto in Siria». A pochi giorni dalle elezioni politiche anticipate (si terranno il primo novembre), il partito islamico di Governo Akp vede nel sostegno dell’Unione europea un importante passo in avanti per fronteggiare le critiche dopo la strage di Ankara. La Turchia «ha ricevuto finora poca assistenza dalla comunità internazionale per il grande lavoro che ha svolto nella crisi dei migranti» ha replicato il cancelliere Merkel. Ankara ha iniziato la procedura di integrazione europea nel 1987, mentre l’inizio delle negoziazioni è datato al 2005; da allora la Turchia ha soddisfatto 14 dei 35 capitoli per l’ingresso nell’Ue.

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