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Musulmani
di Francia

· L’Uoif cambia nome ·

«Smarcarsi dalle organizzazioni da cui siamo nati, tagliare il cordone ombelicale con i Fratelli musulmani, darsi un nuovo nome poiché il vecchio era percepito in maniera negativa, troppo aggressiva»: Tareq Oubrou, imam della moschea di Bordeaux e membro dell’Unione delle organizzazioni islamiche di Francia (Uoif), spiega così al quotidiano «La Croix» i motivi che hanno spinto questa federazione ad adottare la nuova denominazione «Musulmani di Francia». 

La decisione è stata presa, a maggioranza, sabato scorso dall’assemblea generale dell’Uoif, svoltasi a Le Blanc-Mesnil, non lontano da Parigi.

Creata nel giugno 1983 a Nancy da uno studente tunisino, Abdallah ben Mansour, e da un ingegnere iracheno, Mahmoud Zouhair, unendo quattro associazioni del nord-est del Paese, negli anni successivi era stata chiamata appunto Unione delle organizzazioni islamiche di Francia. Da sempre considerata il ramo francese dei Fratelli musulmani (organizzazione transnazionale islamica sunnita divenuta partito in vari Paesi a maggioranza musulmana), l’Uoif ha spesso rappresentato una corrente dell’islam riformista tendente a promuovere la fusione tra religione e politica. Adesso, spiega Oubrou, «vogliamo uscire da una struttura che sia puramente organizzativa per andare verso qualche cosa di più spirituale. Abbiamo scelto di chiamarci “Musulmani di Francia” e non “I musulmani di Francia”. Ciò significa che non abbiamo la vocazione di rappresentare tutti i musulmani di questo Paese, ma che siamo una corrente fra le altre».

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