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Musica in sinagoga
per la pace

· Il cardinale Parolin per il 25° delle relazioni diplomatiche tra lo Stato d’Israele e la Santa Sede ·

«Ci auguriamo che non venga mai meno la coerenza con lo spirito dell’Accordo fondamentale per una rinnovata e proficua collaborazione con la Chiesa cattolica in Israele» con l’obiettivo di garantire a tutti uguali diritti e pari opportunità per la costruzione di un futuro di pace e concordia: tale auspicio è stato formulato dal cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato, in occasione del concerto di musica sacra svoltosi giovedì 13 giugno nel Tempio Maggiore di Roma, in occasione del venticinquesimo anniversario dell’instaurazione delle relazioni diplomatiche tra lo Stato d’Israele e la Santa Sede. All’evento — introdotto dall’esecuzione di un brano della tradizione sefardita, ‘Amen Shem Nora/Yehallelû Shmô — hanno partecipato, tra gli altri, Oren David, ambasciatore d’Israele presso la Santa Sede, e il rabbino capo della Comunità ebraica di Roma, Riccardo Di Segni. Il cardinale Parolin ha espresso apprezzamento per l’impegno assunto dallo Stato d’Israele di assicurare alla Chiesa cattolica la libertà di svolgere la propria missione e portare il proprio contributo alla società israeliana. «Tra le varie attività della Chiesa — ha sottolineato il cardinale segretario di Stato — va rilevata quella delle scuole cattoliche, che, attraverso l’educazione ai valori fondamentali, al dialogo e al rispetto reciproco, favoriscono la creazione di una società più giusta e pacifica». Nel ricordare che in questi venticinque anni si sono svolte importanti visite pontificie in Israele e delle autorità israeliane in Vaticano, nonché numerose iniziative a sostegno del dialogo interreligioso, il porporato ha posto un particolare accento sull’incontro di preghiera con i presidenti israeliano palestinese, svoltosi l’8 giugno 2014 in Vaticano, del quale ricorre il quinto anniversario. «Come è noto, — ha affermato il cardinale Parolin — al Papa e alla Santa Sede stanno a cuore il processo di pace e il futuro della regione. Infatti, in occasione di tale ricorrenza, il Santo Padre ha invitato tutti, credenti e non credenti, a dedicare “un minuto per la pace”, un minuto di preghiera e di riflessione: tutti insieme per un mondo più fraterno». Il cardinale segretario di Stato ha quindi evidenziato che la Santa Sede e lo Stato di Israele sono chiamate a «unire le forze» per favorire la libertà religiosa, di culto e di coscienza, quale condizione indispensabile per tutelare la dignità di ogni essere umano, e a lavorare insieme per combattere l’antisemitismo. «Lungo questi anni — ha dichiarato il porporato — la Santa Sede e lo Stato d’Israele hanno dimostrato una comune responsabilità in tale lotta, impegno ribadito dall’Accordo fondamentale, che deve proseguire nel combattere ogni forma di intolleranza religiosa e nel promuovere la comprensione reciproca tra le Nazioni, tolleranza tra le comunità e rispetto per la dignità e la vita umana». Il cardinale Parolin ha poi fatto riferimento al discorso rivolto ai partecipanti alla Conferenza internazionale sulla responsabilità degli Stati, istituzioni e individui nella lotta all’antisemitismo e ai crimini connessi all’odio antisemitico svoltasi in Vaticano il 29 gennaio 2018, in cui Papa Francesco ha ricordato che «per costruire la nostra storia, che sarà insieme o non sarà, abbiamo bisogno di una memoria comune, viva e fiduciosa, che non rimanga imprigionata nel risentimento ma, pur attraversata dalla notte del dolore, si dischiuda alla speranza di un’alba nuova».

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