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Musica a emotività controllata

· La scomparsa del compositore francese Pierre Boulez ·

Pierre Boulez, morto il 5 gennaio a Baden Baden all’età di 90 anni, ci ha fatto pensare molto ed emozionare poco. In lui arte e vita hanno coinciso. Lo scrive Marcello Filotei aggiungendo che come compositore, direttore d’orchestra, organizzatore, promotore, fondatore di ensemble e molto altro ha influenzato e guidato il mondo della musica per decenni. Senza mai scendere a compromessi. Che non è sempre un pregio.

Il mondo è un luogo difficile e il compositore francese per rappresentarlo si è ritagliato il ruolo di poeta della complessità. Non ha fatto sconti a nessuno. Nemmeno ai “venerabili maestri”. In un vecchio filmato si vede il giovane Boulez cercare di convincere l’anziano Stravinskij che nella partitura delle Noces c’è un errore. E pare fosse vero. Pochi fotogrammi per riassumere la personalità di un artista che le cose le sapeva fare molto bene, ma era convinto che l’unico modo per farle fosse il suo. In un saggio che è entrato nella storia voleva convincere il mondo che «Schoenberg è morto» (e non era vero) e che bisognava radicalmente ripensare il pensiero compositivo nel linguaggio e nella forma (ed era vero).

Gradualmente ha mediato le rigidità giovanili con la nitidezza formale, puntando dritto verso l’astrazione. Alcuni suoi pezzi resteranno, ma la musica sembra avere preso un’altra strada. Non perché la complessità non sia da perseguire e la banalità non vada rifuggita. Ma perché il suo percorso è stato molto personale, irripetibile e forse, per alcuni aspetti, controproducente rispetto ai suoi stessi fini. Chissà se qualche dubbio è venuto anche a lui che nei decenni si è trasformato da contestatore dell’establishment a principale esponente di quel sistema di potere. Qualche effetto dell’età si trova ovviamente anche nella sua musica. Tanto che in revisioni e aggiustamenti recenti nelle sue partiture appaiono inattese concessioni all’ascolto. Nel frattempo generazioni di compositori da lui ritenuti “inutili” sono scomparsi dalla scena musicale.

Senza dubbio Boulez è stato un grandissimo musicista che ha perseguito la purezza. Lascia manufatti di cristalleria, algidi e perfetti, guardando attraverso i quali il mondo si presenta rivela nelle molteplici sfaccettature. Arte per pensare a emotività controllata.

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25 maggio 2019

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