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​Diplomazia delle armi
tra Mosca e Riad

· Firmato un accordo militare da oltre tre miliardi di dollari ·

Business is business. Cinico, ma è così. Molto spesso sono gli affari più che le grandi strategie politiche a determinare gli equilibri internazionali. Lo dimostra il recente accordo siglato da Mosca e Riad in campo militare. 

Un fucile d’assalto di fabbricazione russa

La notizia è passata inosservata sulla maggior parte dei media, ma è un segnale importante di come sta cambiando il mercato delle armi e la politica. I due paesi — storicamente avversari — hanno firmato un accordo che prevede la vendita di armi e materiale militare russi per il valore di 3,5 miliardi di dollari.
Secondo quanto riporta l’agenzia di stampa Tass, Riad ha anche chiesto agli esperti del Cremlino l’invio di personale tecnico in Arabia Saudita per addestrare i propri militari all’uso delle nuove tecnologie. Fonti militari russe parlano addirittura della possibilità di aprire in territorio saudita una fabbrica di armi leggere per la produzione di fucili kalashnikov.
I sauditi, quindi, da semplici acquirenti di materiale bellico diventerebbero anche produttori, aprendo una nuova rotta nel mercato delle armi. E la Russia, dal canto suo, manterrebbe il suo ruolo di seconda potenza mondiale nella classifica dei maggiori esportatori di materiale bellico. Probabilmente la questione dell’accordo è stata uno degli argomenti che sono stati affrontati nelle ultime visite a Mosca di re Salman e del colloquio telefonico intercorso con il presidente russo, Vladimir Putin, delle scorse settimane.
Il rafforzamento militare saudita si spiega con molteplici fattori. In primis l’impegno che Riad porta avanti su vari fronti. C’è lo Yemen, anzitutto, dove va avanti la guerra contro gli huthi e i sostenitori dell’ex presidente Saleh. C’è poi l’antiterrorismo in casa: la minaccia del cosiddetto stato islamico (Is) e dei gruppi legati ad Al Qaeda è sempre più concreta. C’è infine il coinvolgimento nello scenario siriano e iracheno. Al di là del fatto puramente militare, la priorità per re Salman sembra quella di essere in grado di produrre armi all’avanguardia. Solo poche settimane fa un altro maxi contratto era stato firmato con gli Stati Uniti durante la visita del presidente Trump.

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23 marzo 2019

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