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Mosca prepara l’attacco su Aleppo

· Fonti del ministero della difesa parlano di offensiva imminente dalla flotta nel Mediterraneo ·

Baghdad, 9. Ancora combattimenti ad Aleppo. Nuovi bombardamenti sono segnalati questa mattina su diversi quartieri nell’area orientale della città, in mano ai jihadisti e ai ribelli. Fonti parlano di almeno quattro morti nelle ultime ore. Questo mentre la tensione internazionale resta altissima: funzionari del ministero della difesa russa, citati dalle agenzie, parlano della possibilità di una nuova escalation con l’intervento di navi militari nel Mediterraneo. L’attacco dovrebbe scattare entro le prossime 24 ore. Il presidente Vladimir Putin nei giorni scorsi aveva avvertito che la Russia, «in caso di estrema necessità», si sarebbe «riservata il diritto di ricorrere a tutta la forza e a tutti i mezzi a propria disposizione» per sostenere le forze siriane.

Edifici del distretto di Aleppo distrutti dai bombardamenti  (Afp)

Sul piano strategico-militare, la situazione ad Aleppo resta incerta. Nei giorni scorsi le forze di Assad sono riuscite a recuperare il controllo di due quartieri della città, il cosiddetto Progetto 1070 a sud-ovest e quello di Menyan nella parte occidentale. Si è trattato — sostengono osservatori locali — del maggiore successo militare conseguito dai lealisti negli ultimi due mesi. Dal 28 ottobre i ribelli hanno sferrato un massiccio contrattacco per rompere l’assedio che stringe le zone ancora nelle loro mani e sono riusciti a spingersi in profondità su più fronti nella direzione opposta, mettendo a segno alcuni successi. Intanto, il vicario patriarcale siro-ortodosso di Aleppo, Raban Boutros Kassis, è stato ferito alla spalla da due proiettili mentre si trovava nella sua auto. Il prelato è fuori pericolo. L’incidente è avvenuto due giorni fa sulla strada che collega Homs ad Aleppo. «Non posso far altro che rinnovare l’appello per salvare questa città martire. E chiedere aiuti umanitari. Aleppo è assediata e da oltre tre anni la gente rimasta soffre per mancanza di acqua, cibo, elettricità, gas. Il governo siriano fa quel che può per cercare di garantire il minimo di assistenza sanitaria ed educativa. Noi restiamo in città come i pastori che vogliono stare vicini al gregge, per nutrire e dare conforto a chi soffre» ha detto il vicario patriarcale. È di almeno nove morti, sette bimbi e due donne incinte, il bilancio ancora provvisorio di un bombardamento aereo su Khan Shaykhoun, nella provincia nord-occidentale di Idlib, a ridosso del confine con Hama: lo ha denunciato Rami Abdel Rahman, direttore dell’Osservatorio siriano per i diritti umani, organizzazione dell’opposizione in esilio con sede a Londra. Resta, intanto, la tragedia umanitaria. Almeno due milioni di civili sono intrappolati nei combattimenti nell’area di Aleppo e nel nord del paese a ridosso con la Turchia. Gli aiuti dell’Onu, anche a causa della mancanza di sicurezza adeguata, stentano ad arrivare. 

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