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Mosca critica l’intervento in Libia

· La Nato sarebbe andata oltre la risoluzione dell’Onu ·

In «molte occasioni le operazioni della Nato in Libia sono andate oltre la risoluzione 1973 delle Nazioni Unite, che non ha autorizzato il cambio di regime» e neppure colloqui che potrebbero preludere a un intervento di terra. Da Berlino, al termine del Consiglio Nato-Russia, il ministro degli Esteri di Mosca, Serghiei Lavrov, ha criticato la missione Unified protector. Lavrov ha messo in guardia su «un uso eccessivo della forza», chiedendo con urgenza un cessate il fuoco e l’avvio di un dialogo tra le parti in conflitto. Il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, ha ricordato però che «le operazioni in Libia non vanno oltre la risoluzione dell’Onu. Al contrario: noi stiamo applicando la 1973 in stretta conformità; la stiamo applicando nella lettera e nello spirito». Per Rasmussen, la lettera di Obama, Cameron e Sarkozy — i tre leader hanno affermato che «è impossibile immaginare un futuro per la Libia con Gheddafi al potere» — non prelude alla richiesta di una nuova risoluzione dell’Onu: «non ho sentito nessuna richiesta in questo senso», ha riferito il segretario della Nato. Il ministro della Difesa francese, Gérard Longuet, ha invece ammesso da Parigi che con l’intervento dei tre leader si sta andando «certamente oltre la risoluzione 1973, che non parla del futuro di Gheddafi». Intanto infuria la battaglia a Misurata: sulla città libica piovono missili e razzi tra le parti in conflitto, mentre il regime ha negato l’uso di bombe a grappolo. Bombardamenti sono stati uditi oggi anche a ovest della città di Ajdabiya, dove i ribelli si erano spinti per monitorare la zona a seguito dei raid della Nato degli scorsi giorni.

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15 novembre 2019

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