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Mosca auspica
il dialogo

· ​Sul nucleare iraniano ·

La messa in discussione dell'accordo sul nucleare iraniano da parte degli Stati Uniti potrebbe avere gravi conseguenze a livello internazionale. Questo il messaggio lanciato ieri dal ministro degli esteri russo, Serghiei Lavrov. «L’uso della forza militare, eludendo il Consiglio di sicurezza dell’Onu, la pratica delle sanzioni unilaterali, l’applicazione extraterritoriale della normativa nazionale, hanno seriamente minato l’autorità del diritto internazionale» ha detto l'esponente del Cremlino.

Secondo Lavrov, un certo numero di stati «si sta sforzando in ogni modo di ampliare la propria potenza militare». Il risultato, ha aggiunto il ministro russo, potrebbe essere «una pericolosa corsa agli armamenti, il rischio di una diffusione incontrollata di armi di distruzione di massa». Purtroppo — ha concluso Lavrov — «queste tendenze negative sono state esacerbate dalla decisione degli Stati Uniti di uscire dal piano di azione congiunto globale sul programma nucleare iraniano». Mosca difende quindi l’accordo con Teheran e chiede di usare il dialogo e la diplomazia.

Ieri, nel corso di una conferenza stampa, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, è tornato a parlare del nucleare iraniano. La sua «cancellazione totale è possibile — ha precisato — ma potrebbe esservi una svolta molto positiva». Credo — ha aggiunto — «che il tono dei vertici di Teheran sia cambiato e ne sono felice. Vedremo cosa accadrà». Venerdì scorso il presidente aveva affermato di volere decertificare l’accordo, ovvero rimetterne in discussione i termini fondamentali. Diversi i toni usati dal segretario di stato, Rex Tillerson, che in un discorso, due giorni fa, aveva detto che «l’accordo è negli interessi degli Stati Uniti». L’Alto rappresentante dell’Ue per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini, sarà a Washington i primi giorni di novembre. L’obiettivo, indicano fonti europee, è quello di fare pressioni sul Congresso perché non sospenda l’intesa con Teheran. 

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