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Mosca alza i toni

· Mentre nell’est dell’Ucraina la tensione resta altissima Putin mette in guardia l’occidente ·

Nuove sanzioni contro la Russia al vaglio del vertice dell’Unione europea

La crisi ucraina continua ad avvitarsi pericolosamente su se stessa, chiudendo apparentemente ogni spiraglio di pace. 

Veicoli distrutti a Donetsk (Reuters)

E ieri Vladimir Putin ha alzato il tono, arrivando ad avvertire Kiev e la Nato, che «è meglio non fare scherzi con noi», perché, ha ricordato, la Russia «è una delle grandi potenze nucleari» e le forze armate russe sono pronte a ricorrere a ogni mezzo a loro disposizione per «respingere qualsiasi aggressione». Così il presidente russo dopo le notizie dal fronte nelle regioni orientali ucraine e la richiesta di Kiev di entrare nell’Alleanza atlantica: un’eventualità considerata ostile da Mosca, ancora più dell’attuale patto di associazione e il possibile ingresso di Kiev nell’Ue. A sostenere ulteriormente il tono delle sue dichiarazioni, il capo del Cremlino ha annunciato che la Russia «sta rafforzando sia le forze di deterrenza nucleare che le forze armate convenzionali», salvo aggiungere che gli investimenti negli armamenti, «non saranno utilizzati per minacciare qualcuno ma per sentirci sicuri». All’indomani del coro di accuse occidentali a Mosca di avere di fatto «invaso» le regioni orientali ucraine, la tensione resta altissima e potrebbe tradursi in nuove sanzioni al vertice dell’Ue in programma oggi e al quale è presente anche il presidente ucraino Poroshenko.

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20 febbraio 2020

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