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Mosca accusa i ribelli siriani

· Secondo il Cremlino stanno preparando un finto attacco chimico a Idlib ·

Bambino indossa un’improvvisata maschera a gas a Idlib (Afp)

Mentre la diplomazia internazionale è al lavoro per evitare un’escalation di scontri e violenze nella provincia di Idlib che potrebbe avere gravi ripercussioni umanitarie, crescono i timori per un possibile attacco chimico. A lanciare l’allarme è Mosca, che ha puntato il dito contro le formazioni dei ribelli.

Il ministero della Difesa russo ha infatti accusato i ribelli di preparare un finto attacco chimico a Idlib per poi accusare le forze di Assad e il Cremlino. «In base alle informazioni arrivate dagli abitanti della provincia di Idlib, nel centro abitato di Jisr Al Shughur sono in corso le riprese video del presunto uso delle armi chimiche da parte dell’esercito siriano contro la popolazione civile» si legge nel comunicato. «Filmeranno una provocazione messa in scena per mostrare che l’esercito siriano condurrà un attacco chimico contro i civili». Le immagini «saranno consegnate a varie emittenti, che le diffonderanno attraverso i social». In tal modo — sostiene Mosca — i ribelli potrebbero chiedere l’intervento della coalizione a guida statunitense.

I ribelli, dal canto loro, hanno respinto le accuse, negando di voler organizzare un finto attacco chimico per attaccare la Russia e la Siria.

E proprio la minaccia delle armi chimiche è stata al centro del confronto, ieri, al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

«Ciò che è importante è che gli stati garanti di Astana hanno espresso il loro impegno per la sovranità della Siria». Questo il punto nodale dell’intervento, ieri al Consiglio di sicurezza dell’Onu, dell’ambasciatore russo al palazzo di Vetro, Vassily Nebenzia, durante una riunione sulla crisi a Idlib. «I civili devono essere protetti. L’unica soluzione duratura per uscire da questo conflitto — ha invece ribadito l’ambasciatore francese, François Delattre — è una soluzione negoziata».

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