Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Mosaico di fraternità

· All’udienza generale il Papa ricorda il viaggio in Polonia per la gmg e chiede di pregare per la sua visita alla Porziuncola di Assisi ·

Dalla Polonia ad Assisi. All’udienza generale di mercoledì 3 agosto, la prima dopo la pausa estiva di luglio, il Papa ha rivissuto con i fedeli presenti nell’aula Paolo vi il viaggio compiuto nei giorni scorsi a Cracovia, dove si è recato per la trentunesima giornata mondiale della gioventù, facendo anche tappa al santuario mariano nazionale di Częstochowa e a quel santuario della memoria che è il lager di Auschwitz-Birkenau. E sull’onda delle emozioni vissute nelle cinque giornate trascorse in terra polacca, al termine della catechesi il Pontefice ha chiesto di pregare per la visita di giovedì 4 alla Porziuncola, in occasione dell’ottavo centenario del “perdono di Assisi”. «Sarà — ha spiegato — un pellegrinaggio molto semplice. Chiedo a tutti di accompagnarmi con la preghiera».

In precedenza, ripercorrendo l’intenso programma del viaggio in Polonia, ha ricordato come esso sia avvenuto a 25 anni dalla “storica” giornata mondiale della gioventù celebrata a Częstochowa poco dopo la caduta della “cortina di ferro”. Da allora, ha aggiunto, «è cambiata la Polonia, è cambiata l’Europa ed è cambiato il mondo, e questa gmg è diventata un segno profetico». Ma a Cracovia la settimana scorsa i giovani «continuatori del pellegrinaggio iniziato da san Giovanni Paolo ii, hanno dato la risposta alla sfida dell’oggi, hanno dato il segno di speranza, e questo segno si chiama fraternità». Perché, ha chiarito Francesco, «proprio in questo mondo in guerra» ci vogliono «fraternità, vicinanza, dialogo, amicizia».

I giovani, ha fatto notare il Papa, ancora una volta hanno «risposto all’appello» per «una festa di colori, di volti diversi, di lingue, di storie diverse. Sono venuti anche con le loro ferite, con i loro interrogativi, ma soprattutto con la gioia di incontrarsi; e ancora una volta hanno formato un mosaico di fraternità». Immagine emblematica a tal proposito «è la distesa multicolore di bandiere sventolate: in effetti, alla gmg, le bandiere delle nazioni “si purificano” e anche bandiere di nazioni in conflitto tra loro sventolano vicine».

Altro momento centrale: «il grande silenzio della visita ad Auschwitz-Birkenau», che per Francesco «è stato più eloquente di ogni parola. In quel silenzio — ha confidato — ho ascoltato, ho sentito la presenza di tutte le anime che sono passate di là; ho sentito la compassione che alcune anime sante hanno saputo portare anche in quell’abisso. Ho pregato per tutte le vittime della violenza e della guerra. E ho compreso più che mai il valore della memoria, non solo come ricordo di eventi passati, ma come monito e responsabilità per l’oggi e il domani».

Nella sua riflessione il Papa ha anche ricordato Susanna, la ragazza romana morta a Vienna subito dopo aver partecipato alla gmg, e Anna Maria Jacobini, la giornalista che ha perso la vita improvvisamente a Cracovia.

Significativo infine il saluto rivolto ai fedeli di lingua portoghese con un particolare incoraggiamento al popolo brasiliano in vista delle olimpiadi di Rio de Janeiro.

La catechesi del Papa

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

19 giugno 2018

NOTIZIE CORRELATE