Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Morto un liceale
nelle proteste in Nicaragua

· Accuse reciproche tra il governo e i manifestanti ·

Proteste degli studenti nel distretto di Monimbo in Nicaragua (Ap)

Non conoscono fine le violenze in Nicaragua. Un liceale sedicenne è morto ieri, in circostanze da molti definite “non chiare” davanti alla sede dell’Università politecnica (Upoli) di Managua, occupata da settimane da studenti che si oppongono al governo del presidente Daniel Ortega.
I giovani dall’Ateneo hanno denunciato l’episodio come «un atto di provocazione messo in essere da gruppi irregolari legati al governo». In una conferenza stampa trasmessa in diretta sul social network Facebook, un portavoce dei ragazzi ha sostenuto che la vittima, Angel Reyes si era unito alla protesta degli universitari. Il ragazzo sarebbe stato travolto da un autobus poco dopo le 13 di ieri.
Lo stesso episodio è stato presentato in modo totalmente diverso dai media vicini al governo, secondo i quali «i delinquenti che stanno terrorizzando il paese» hanno rubato l’autobus e quando l’autista ha opposto resistenza «uno dei vandali è caduto dal veicolo in movimento ed è finito sotto le ruote» rimanendo travolto dal mezzo. Il portavoce degli studenti ha smentito seccamente questa ricostruzione.
Da parte sua il presidente Ortega, nella giornata inaugurale del «dialogo nazionale» che si è aperto ieri con la mediazione della Conferenza episcopale del Nicaragua, ha accusato gli studenti di aver formato «bande paramilitari che seminano il terrore». Nell’università occupata «hanno armi, andate all’Upoli e troverete un vero arsenale, non solo di armi artigianali ma anche di fucili, rivoltelle e bombe», ha denunciato Ortega, aggiungendo che dalla sede universitaria i ragazzi «partono per rubare, attaccare e bruciare veicoli e autobus».
In una conferenza stampa tenuta all’Upoli subito dopo queste dichiarazioni, una portavoce mascherata del movimento studentesco ha respinto le accuse sostenendo che «ci sono foto, video e testimonianze che dimostrano che sono stati i gruppi sandinisti ad attaccare gli esercizi commerciali».

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

23 maggio 2019

NOTIZIE CORRELATE