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Morti otto migranti
in un naufragio nel Mediterraneo

· ​Le Nazioni Unite chiedono un intervento più consistente della comunità internazionale ·

Un  mezzo della guardia costiera libica che ha portato in salvo 500 migranti (Ansa)

È di almeno otto morti e 52 dispersi il bilancio provvisorio del naufragio di un gommone di migranti diretto verso l’Italia e affondato al largo delle coste libiche. I soccorritori hanno trovato l’imbarcazione, in grado di trasportare fino a 120 persone, sgonfia e non in grado di proseguire. Nella sola giornata di ieri sono circa 1650 i migranti tratti in salvo nel Mediterraneo centrale in 12 distinte operazioni di soccorso.
L’Agenzia dell’Onu per i rifugiati (Unhcr) ha espresso in una nota «profonda preoccupazione» per le ultime notizie riguardanti nuove morti nel Mediterraneo durante questo fine settimana. Inoltre, l’Unhcr informa che «più di 2500 persone sono state salvate in oltre una dozzina di operazioni di ricerca e soccorso coordinate dalla guardia costiera italiana fra sabato e domenica. Queste persone stanno sbarcando e saranno sbarcate in vari porti nei prossimi giorni». È importante, continua l’appello, «che siano sviluppate con urgenza risposte che scaturiscano da una più ampia condivisione delle responsabilità rispetto allo sbarco delle persone soccorse. Le soluzioni non possono essere trovate solamente in Italia».
L’Agenzia Onu sottolinea inoltre che «nel 2017 oltre 1770 persone sono già morte o risultano disperse nel tentativo di attraversare il Mediterraneo, e siamo solo all’inizio della stagione estiva. Altre persone sono morte nel Sahara prima di arrivare in Libia. Salvare vite deve rappresentare la priorità assoluta per tutti ed è necessario incrementare gli sforzi di salvataggio lungo questa rotta letale. I flussi misti di persone attraverso l’Africa orientale e occidentale verso il Sudan, il Niger e la Libia continuano e le crudeli reti dei trafficanti prosperano».

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