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Morti nel disperato tentativo
di raggiungere lo Yemen

· Almeno 46 migranti etiopi e somali naufragati nel Golfo di Aden ·

Migranti somali naufragati nel golfo di Aden

Sono almeno 46 i migranti che hanno trovato la morte in mare nel loro viaggio dalla Somalia verso lo Yemen ieri. A causa delle cattive condizioni climatiche, l’imbarcazione sulla quale viaggiavano si è rovesciata nel Golfo di Aden. A darne notizia sono i responsabili delle Nazioni Unite operativi nel paese del Golfo, che sottolineano che ci sono altre persone disperse. Dalle testimonianze raccolte dai membri dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), infatti, risulta che a bordo ci fossero circa cento persone, che la nave fosse stipata oltre il limite e che le persone a bordo non avessero i giubbotti di salvataggio. Fra le vittime accertate vi sono 37 uomini e nove donne. «Oltre 7.000 migranti, per lo più poverissimi, intraprendono questo viaggio della morte ogni mese», ha riferito Mohammed Abdiker, direttore delle operazioni e delle emergenze dell’Oim.

I migranti, tutti di nazionalità somala o etiope, erano partiti il 5 giugno dalla cittadina portuale di Bosaso, in direzione dello Yemen. Non è la prima volta che questi viaggi finiscono in tragedia: già nell’agosto 2017 un barcone con 180 passeggeri si era rovesciato causando venti vittime. A dispetto del conflitto in corso e di una situazione umanitaria terribile, lo Yemen è visto ancora oggi da molti africani come un crocevia per raggiungere le ricche nazioni del Golfo o l’Europa. Per questo, ogni anno, migliaia di persone a bordo di imbarcazioni sovraffollate cercano di raggiungerne le coste, mettendo così a repentaglio la loro vita.

Intanto, l’escalation dei combattimenti nella zona del porto di Hudaydah, il principale punto di accesso dello Yemen, rischia di bloccare l’ingresso di aiuti nel paese mediorientale: da qui passano il 70 per cento dei rifornimenti alimentari, oltre che medicine e altri beni essenziali per salvare la vita di milioni di persone allo stremo. Nelle ultime settimanecentinaia di famiglie ad Hudaydah sono state costrette ad abbandonare le proprie case.

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19 luglio 2019

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