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Strage
di migranti

· Al largo delle coste libiche ·

Soccorsi al largo della Libia (Afp)

Ennesima strage di migranti in mare. Fonti turche hanno reso noto che almeno trenta migranti sono annegati in diversi naufragi, avvenuti ieri, a largo della costa libica. Altri 350 migranti — stando alle cifre confermate dai turchi — sono stati tratti in salvo. Sul fenomeno migrazioni è intervenuto ieri il presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, in occasione dell’anniversario della prima gravissima strage in mare, il 3 ottobre 2013, con la morte di oltre 368 persone. Una strage divenuta un simbolo non solo per il numero delle vittime, ma anche perché segnò uno spartiacque nella politica europea sui migranti. Secondo Mattarella, resta «una ferita aperta nella coscienza di ciascuno, che costituisce tuttora un monito per l’Europa intera». Mattarella ha sottolineato l’importanza di istituire nell’anniversario di quella sciagura la giornata nazionale dei migranti. Ha lanciato anche un monito: «La portata inedita, e per certi aspetti epocale, delle migrazioni nel Mediterraneo non può certo essere trattata con cecità dalle classi dirigenti e con indifferenza dalle opinioni pubbliche». Intanto, gli sbarchi sulle coste italiane proseguono. Un gruppo di 52 migranti di nazionalità pakistana è stato rintracciato all’alba subito dopo lo sbarco sull’isola di Sant’Andrea, a Gallipoli. I migranti, tutti uomini con 10 ragazzi minorenni non accompagnati, hanno riferito di aver fatto la traversata dalla Grecia a bordo di un gommone che li ha abbandonati a ridosso dell’isola prima di riprendere il largo. In Sardegna ieri sera hanno preso terra 57 persone, tutte presumibilmente di nazionalità algerina. Si tratta delle operazioni di soccorso che nelle ultime ore hanno tratto in salvo 6000 migranti nel Canale di Sicilia.

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17 ottobre 2019

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