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Morte per vendetta

· Il conforto e la solidarietà del Papa alla famiglia delle ragazze rom bruciate vive a Roma ·

Il fuoco della molotov che scatena un inferno di fiamme, poi le urla, la disperazione, la morte. Tredici persone di origine rom, tutti membri della stessa famiglia, dormivano in quel camper contro il quale un uomo, filmato da una telecamera di sorveglianza, ha lanciato una bomba in quel camper maledetto, distrutto dalle fiamme due giorni fa nel parcheggio di un centro commerciale a Centocelle, periferia est di Roma. 

La carcassa del camper distrutto  dalle fiamme a Centocelle (Ansa)

Sarebbe stato — dicono gli inquirenti — un gesto di vendetta tra clan, un puro atto d’odio, a causare la morte di Elizabeth, Angelica e Francesca, le tre sorelle. Avevano quattro, otto e vent’anni. Sono morte bruciate vive. Papa Francesco ha fatto pervenire ieri un messaggio di solidarietà alla famiglia colpita. Il Pontefice «ha voluto far giungere il suo conforto alla famiglia Halilovic, che ieri notte ha perso tre figlie nel incendio della loro roulotte nella periferia di Roma». Lo ha reso noto la Sala stampa della Santa Sede precisando che nel pomeriggio «l’elemosiniere, monsignor Konrad Krajewski, si è recato in visita per portare un saluto e un aiuto concreto ai genitori e agli otto fratelli». Dura condanna del gesto è giunta dal Quirinale. «Chiunque sia stato è un crimine orrendo» ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Tutto si è svolto in pochi minuti. La famiglia è originaria della Bosnia, ma le tre sorelle erano nate e cresciute in Italia. I genitori e i fratelli si sono salvati. Hanno cercato in tutti i modi di tirarle fuori prima che arrivassero i vigili del fuoco, ma non ci sono riusciti. Lo sconosciuto a volto scoperto che ha lanciato la bottiglia incendiaria è stato filmato da una telecamera di sorveglianza. Si cerca soprattutto nei campi nomadi.

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25 agosto 2019

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