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Morte nel Mediterraneo

· Decine di migranti annegati al largo delle coste libiche ·

Viaggiavano in centinaia su pochi fatiscenti gommoni

Morte nel Mediterraneo. Alcune decine di migranti sono annegati in seguito al naufragio di un gommone avvenuto ieri mattina davanti alle coste libiche. A riferirlo sono stati alcuni dei sopravvissuti sbarcati ieri ad Augusta dalla nave militare tedesca Holstein, che ha soccorso complessivamente 283 profughi. Secondo le prime testimonianze, i profughi erano partiti da Tripoli e viaggiavano su tre diversi gommoni, uno dei quali si è sgonfiato iniziando a imbarcare acqua. 

Migranti appena arrivati nel porto di Augusta ricevono i primi soccorsi (Ap)

A bordo del gommone c’erano 120 persone: decine sono annegate. Sulla cifra esatta le testimonianze fino a ora sono discordi e i numeri oscillano fra le trenta e le cinquanta possibili vittime. Il portavoce dell’alto commissariato Onu per i rifugiati, Federico Fossi, ha dichiarato all’agenzia France Presse: «Stiamo ascoltando le testimonianze di chi è sbarcato ad Augusta e loro parlano di 35 o quaranta scomparsi in mare». E ci sarebbero anche alcuni minori tra le vittime. Ma il dramma dell’immigrazione non riguarda soltanto il Mediterraneo. Oltre alla rotta del Canale di Sicilia, ci sono ormai anche i Balcani e la Grecia. Nelle ultime settimane sono migliaia i profughi che hanno cercato di attraversare il confine tra Serbia e Ungheria per recarsi in Germania e nell’Europa centrale. Ed è di ieri la notizia secondo cui le ferrovie ungheresi hanno trasportato decine di profughi arrivati nel sud del Paese in vagoni chiusi. Come riporta il quotidiano «Nepszabadsag», gli immigrati sarebbero stati costretti a viaggiare in vagoni per le biciclette, isolati dal resto dei passeggeri.

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