Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

​Morire di fame

· ​Per la Fao venti milioni di persone sono a rischio ·

Bambino yemenita durante la distribuzione  del cibo a Sana’a (Epa)

«Se non verrà fatto nulla in tempi brevi, circa venti milioni di persone potrebbero morire di fame nei prossimi sei mesi». L’allarme è stato lanciato dal direttore generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao) José Graziano da Silva all’apertura del Consiglio dell’Agenzia. «Bisogna agire rapidamente per salvare la vita delle popolazioni colpite dalla carestia» che stanno soffrendo in particolare «nel nord-est della Nigeria, in Somalia, nel Sud Sudan e nello Yemen», ha aggiunto da Silva. I contributi volontari dei paesi membri della Fao sono di «importanza vitale, ora più che mai», ha continuato il direttore generale, sottolineando al tempo stesso la sua intenzione di confermare «l’impegno a identificare nuovi spazi di risparmio e a promuovere una maggiore efficienza, come nei cinque anni passati». I tagli ci sono già stati, ha precisato, e ora siamo arrivati al limite dei tagli anche se c’è l’intenzione di ottimizzare ancora le spese. Il consiglio della Fao valuterà una nuova distribuzione delle contribuzioni annuali dei paesi membri. Secondo la proposta in discussione, gran parte dei paesi dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) vedranno diminuire il livello delle proprie contribuzioni, mentre quello di altri paesi dovrebbe aumentare. Da Silva ha però sollecitato i paesi Ocse a mantenere invariato il sostegno al lavoro della Fao attraverso contribuzioni volontarie addizionali. La situazione è molto grave in diverse zone del mondo. Secondo l’ultimo rapporto prodotto congiuntamente da Programma alimentare mondiale (Pam), Fao e Commissione europea sulle crisi alimentari, in soli dodici mesi, dal 2015 al 2016, le persone che soffrono la fame a causa di eventi climatici estremi, spesso in aree di conflitto, sono aumentate da 80 a 108 milioni.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

20 aprile 2019

NOTIZIE CORRELATE