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Moody's non fa sconti a Washington

· Verso un taglio del rating ·

Il rating AAA assegnato agli Stati Uniti potrebbe essere tagliato se non si raggiungerà nel corso delle prossime settimane un accordo credibile al Congresso sulla riduzione del deficit. Lo ha affermato ieri l’agenzia di rating Moody’s. «Se non ci saranno progressi nelle prossime settimane — ha spiegato Moody’s — si potrebbe andare verso un downgrade , cioè verso un taglio delle prospettive economiche nazionali». In particolare l’agenzia internazionale nota come «se la situazione non cambierà nelle prossime settimane», il rating sarà messo sotto osservazione. Lo scorso 31 maggio la Camera, controllata dai Repubblicani, ha bocciato la proposta di alzare il tetto del debito senza un contemporaneo accordo con l’amministrazione su significativi tagli di spesa. Per l’agenzia «il rischio di un default è molto piccolo ma in crescita», e quindi un «accordo credibile» sulla riduzione del deficit manterrebbe l’outlook stabile.

Calano intanto, ma meno delle attese le domande di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti: sono scese nell’ultima settimana di seimila unità a quota 422.000. Gli analisti avevano messo in conto una flessione a 415.000 unità dalle 424.000 della settimana precedente.

Anche i nuovi ordini dell’industria non fanno registrare dati positivi: ad aprile sono infatti scesi dell’1,2 per cento, peggio delle attese. Lo rende noto il dipartimento del Commercio. In questo caso gli analisti si attendevano un calo dell’1 per cento.

Di fronte a questa situazione, la Banca centrale americana non sembra intenzionata a varare nuove manovre. La Fed — secondo quanto riporta il «Wall Street Journal» — ha acquistato già 2.000 miliardi di dollari di titoli legati ai mutui e di titoli del Tesoro, con l’obiettivo di mantenere i tassi bassi. Il presidente della Fed, Ben Bernanke, ha segnalato lo scorso aprile che un ulteriore allentamento monetario è difficile e la Fed non sembra voler tornare sui propri passi.

Il piano di acquisti di titoli di stato da 600 miliardi di dollari scade alla fine di giugno. Negli ultimi giorni il presidente della Fed di St. Lousi, James Bullard, ha detto che la Banca sta entrando in un periodo in cui non sono previsti cambiamenti dei tassi, segnando così una pausa nella politica aggressiva di sostegno all’economia.

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18 agosto 2019

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