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Monito di Xi
su Hong Kong

· Per il presidente cinese è necessario porre fine alle violenze e restaurare l’ordine ·

Il compito più urgente per Hong Kong — alle prese con una grave crisi che va avanti da 24 settimane — al momento è quello «di porre fine alla violenza e al caos e di restaurare l’ordine».

Proteste nel centro  di Hong Kong (Ap)

Al termine, ieri, di un’altra giornata ad alta tensione nell’ex colonia britannica — segnata da un giallo sul coprifuoco e dalla seconda vittima legata agli scontri, un uomo di 70 anni colpito da un mattone — il presidente cinese, Xi Jinping, ha lanciato un monito. Da Brasília, dove partecipava al vertice dei Brics, Xi è intervenuto per la prima volta dalla nuova impennata di violenza iniziata lunedì in reazione alla morte di uno studente di 22 anni. «I persistenti atti criminali» commessi a Hong Kong «hanno calpestato gravemente lo stato di diritto e l’ordine sociale, compromettendo prosperità e stabilità, e mettendo seriamente in discussione la linea di fondo del principio “un paese, due sistemi”» ha avvertito Xi, il cui pensiero è stato rilanciato dalla agenzia di stampa Xinhua. Il principio “un paese, due sistemi” citato da Xi è il modello che regola i rapporti tra l’ex colonia britannica e Pechino, dal passaggio del 1997 della città sotto la sovranità cinese.

Il presidente ha assicurato che Pechino «continuerà a sostenere con fermezza» il capo esecutivo, Carrie Lam, nella guida della regione, l’azione della polizia e la magistratura, «nella punizione dei criminali violenti». La sostanza è in linea con gli indirizzi sul dossier di Hong Kong adottati dal quarto plenum del Partito comunista di ottobre, ma la forma è ancora più dura. «La determinazione del Governo cinese a salvaguardare la sovranità nazionale, la sicurezza e gli interessi di sviluppo è irremovibile», così come lo è «la determinazione a opporsi alle interferenze di qualsiasi forza esterna». In altri termini, ha avvertito Xi, l’ex colonia è una questione interna che va gestita da Pechino.

Prima del monito del presidente, la giornata ha seguito il canovaccio di quelle precedenti: mobilitazione già dal mattino per bloccare il traffico e il trasporto pubblico, della metro e di superficie; raduno di migliaia di manifestanti nel distretto finanziario, e sit-in di proteste. E poi barricate e ripetuti scontri con la polizia. A peggiorare la situazione, il «Global Times» tabloid in lingua inglese del «Quotidiano del Popolo» (la voce del Partito comunista cinese), ha lanciato un tweet esplosivo sull’imminente dichiarazione del coprifuoco per il weekend da parte del Governo Lam, salvo poi fare retromarcia.

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