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Sui ricollocamenti
promesse non mantenute

· Il commissario Avramopoulos chiede a tutti gli stati maggiore impegno nell’accoglienza dei rifugiati ·

Un monito agli stati europei a fare di più sui ricollocamenti di rifugiati e richiedenti asilo è giunto ieri dal commissario europeo per le migrazioni Dimitris Avramopoulos. «La situazione migratoria europea — ha comunicato il rappresentante di Bruxelles — resta ancora fragile e richiede un’azione continua e sostenuta da tutte le parti».

Migranti salvati in mare nel Canale di Sicilia (Ap)

In una lettera di tre pagine indirizzata ai ministri dell’interno dell’Ue, e datata 30 ottobre, Avramopoulos ha ricordato gli scarsi ricollocamenti avvenuti finora da Italia e Grecia e ha sottolineato che l’Italia «non può che essere fortemente insoddisfatta». Entro settembre 2017 sono stati promessi 39.600 trasferimenti ma finora si è arrivati solo al 2-3 per cento. Avramopoulos ha ricordato, nero su bianco, che «in Italia la crisi è in pieno atto; il numero degli arrivi ha già superato quello dello scorso anno» e a fine ottobre si è oltrepassata quota 155.000, più del totale dell’intero 2015. Alla luce di queste cifre, «quando mercoledì Bruxelles renderà pubblico il settimo rapporto sull’andamento delle redistribuzioni, i numeri appariranno ancora una volta inadeguati rispetto al peso che Italia e Grecia devono sopportare». Il commissario dell’Unione ha sottolineato che «tornerà ad emergere anche il braccio di ferro con i quattro paesi Visegrad (Ungheria, Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia) totalmente riluttanti ai trasferimenti». A questo proposito, va detto che Avramopoulos ha inviato una lettera particolare ai quattro paesi dell’Est. Nel testo per i ministri di Varsavia, Budapest, Praga e Bratislava, il commissario ha chiesto di «fare le offerte di posti per ricollocare il prima possibile alcuni migranti». Si chiarisce che si tratta di uno degli ultimi tentativi di persuasione politica, prima di possibili procedure di infrazione, su cui l’Italia preme.

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17 luglio 2019

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