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Monaci in piazza
per la ricostruzione in Nepal

· A due anni dal terremoto la situazione nel paese è drammatica ·

Centinaia di monaci buddisti hanno invaso nei giorni scorsi le strade di Kathmandu protestando per il fatto che nessun monastero è stato ricostruito a più di due anni dal violento terremoto che ha sconvolto il Nepal. I monaci sono arrivati da venticinque distretti lamentando che i ritardi nell’opera di ricostruzione dei loro luoghi di culto li costringe a pregare all’addiaccio e sotto la pioggia. Furi Sherpa Lama, del distretto di Solukhumbu, denuncia che «il ritardo è dovuto alla riluttanza delle autorità nel ripristinare le strutture sacre dei buddisti. Durante i mesi delle piogge — spiega ad Asianews — non abbiamo posti al riparo in cui pregare e compiere i riti». Il sisma del 25 aprile 2015 ha distrutto case, scuole, templi indù, carceri, e ha provocato la morte di oltre novemila persone e il ferimento di altre 22.300. Secondo il Buddhist Philosophy Promotion and Monastery Development Committee (Bppmdc), la scossa di magnitudo 7.9 ha danneggiato 993 monasteri buddisti, su un totale di circa cinquemila edifici religiosi.

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