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In cammino
verso la riconciliazione

· Il 31 ottobre e il 1° novembre il Papa in Svezia per la commemorazione del quinto centenario della riforma ·

«Un momento storico, una pietra miliare nel cammino di riconciliazione e di ricerca comune dell’unità» tra cattolici e luterani, «frutto del dialogo che si è sviluppato in questi ultimi cinquant’anni a partire dalle sollecitazioni del Vaticano II». Così il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato, parla della commemorazione del quinto centenario della Riforma alla quale prenderà parte Papa Francesco durante il viaggio in Svezia in programma dal 31 ottobre al 1° novembre prossimi. In questa intervista rilasciata al Centro televisivo vaticano il porporato riflette anche sugli altri temi della visita del Pontefice a Lund e Malmö.

Il 31 ottobre a Lund, in Svezia, luterani e cattolici faranno memoria insieme dei cinquecento anni della Riforma alla presenza del Papa. Si può parlare di un momento storico?

L’orologio astronomico  della cattedrale di Lund

Nel 1517 il monaco Lutero, nella città di Wittenberg, contestò pubblicamente la vendita delle indulgenze. In un contesto di grandi mutamenti politici, sociali ed economici diede avvio a un processo di cambiamento — che portò purtroppo alla divisione e alla separazione delle Chiese in Occidente — accompagnato da lotte per il potere, violenze e guerre: le famose guerre di religione che poi si susseguirono. E da quell’epoca praticamente i centenari della Riforma furono sempre ricordati, furono sempre commemorati in maniera polemica, in uno spirito di scontro e forse si può parlare anche di ostilità. Questa volta invece non è così. Per la prima volta cattolici, con la presenza del Papa, e luterani commemorano insieme questo quinto centenario della Riforma. E io penso davvero che si può parlare di un momento storico, di una pietra miliare nel cammino di riconciliazione e di ricerca comune dell’unità fra le Chiese e le comunità ecclesiali. E questo momento così importante è il frutto del dialogo che si è sviluppato in questi ultimi cinquant’anni, a partire dalle sollecitazioni del concilio Vaticano II. Un dialogo che ha cercato di superare le difficoltà, di creare fiducia tra le parti e di mettere in luce, secondo quel principio, enunciato già da san Giovanni XXIII, che ciò che unisce è più di ciò che divide e separa. Un dialogo in cui uno dei punti vertice è stata proprio la firma, nel 1999, della Dichiarazione comune sulla dottrina della giustificazione, uno dei temi che erano stati all’origine e che erano diventati proprio il centro della polemica. Quindi è da ringraziare il Signore per essere arrivati a questo momento, che è il frutto di un cammino che si sta portando avanti da tempo, per chiedergli di aiutarci, anche attraverso questo momento di commemorazione comune, di proseguire nel cammino del dialogo e della ricerca dell’unità della Chiesa.

Dopo la preghiera ecumenica, ci sarà un momento di festa e testimonianze pensato soprattutto per le nuove generazioni.

Sì, si svolgerà a Malmö e sarà un momento festivo e di gioia che si rivolge soprattutto ai giovani. Ho saputo che all’interno di questo momento celebrativo ci sarà anche la firma di un accordo tra la sezione del servizio per il mondo della Federazione luterana mondiale e la Caritas internationalis. Come a dire che questa riconciliazione che stiamo cercando deve andare soprattutto a vantaggio della comune testimonianza nei confronti del mondo, deve tradursi in un incontro, in un atteggiamento di amore compassionevole nei confronti delle tante persone che nel mondo soffrono per le più diverse cause. E ovviamente i giovani sono chiamati in prima persona a questa sfida, perché sono il futuro e la speranza, come tante volte si è detto, della Chiesa. E allora a loro si rivolge in maniera particolare questo momento di celebrazione, che deve anche tradursi in un impegno nei confronti di una testimonianza comune.

I temi della difesa del creato e della solidarietà verso gli ultimi saranno al centro di queste testimonianze?

Naturalmente, perché è molto importante trovare degli ambiti comuni nei quali questa testimonianza possa tradursi. Mi pare che la solidarietà nei confronti degli ultimi e la difesa e la tutela della casa comune possano essere veramente ambiti di impegno serio ed efficace.

La Svezia è un paese molto secolarizzato, anche se ultimamente si registra un nuovo interesse verso la religione. La testimonianza comune di cattolici e luterani potrà fare breccia in questo individualismo e materialismo?

Ma certamente, basta ricordare la parola di Gesù: da questo crederanno, nella misura in cui voi date una testimonianza comune. Evidentemente questi sono i pericoli delle nostre società secolarizzate: questa chiusura in se stessi senza apertura agli altri. E qui possiamo ricordare l’insistenza di Papa Francesco sulla cultura dell’incontro. Mi pare che la stessa commemorazione comune vuole sottolineare questa dimensione, perché parla di passare dai conflitti alla comunione, e poi dice «uniti nella speranza». E la comunione significa proprio il superamento dell’individualismo, della chiusura, del ripiegamento in se stessi che è all’origine di tanti conflitti. E questo i cristiani lo devono fare soprattutto con il loro esempio di comunione: è inutile parlare di comunione se poi ognuno va per conto proprio. Quindi da questo punto di vista sarà importante una testimonianza comune. La quale deve andare anche contro il materialismo, che è una chiusura del nostro orizzonte soltanto ai valori terreni, alle realtà terrene, senza aperture al trascendente, senza apertura a Dio. Allora cattolici e luterani sono chiamati a testimoniare insieme, in nome della fede comune in Gesù salvatore proprio tutta la bellezza, tutto lo splendore e tutta la gioia della fede, che hanno e che testimoniano.

La piccola comunità dei cattolici svedesi sta crescendo anche grazie all’immigrazione. Il gesto ecumenico del Pontefice li aiuterà crescere anche nella comunione con i luterani?

Io credo che la presenza del Papa sia un grande stimolo per la comunità cattolica a continuare in questo cammino di ricerca dell’unità, in questo cammino ecumenico. Oggi la scelta ecumenica è irreversibile e nonostante abbia conosciuto e conosca anche difficoltà, si deve andare avanti coraggiosamente. E in tal senso la comunità cattolica in Svezia — che è composta anche di tante componenti e si sta arricchendo di tante nuove altre componenti — possa lavorare insieme con la comunità luterana proprio per la testimonianza cristiana. E a tal riguardo vorrei ricordare una dichiarazione che è stata fatta di recente, molto indicativa dello spirito con cui cattolici e luterani vogliono proseguire. Dice così: «Insieme cattolici e luterani si avvicineranno sempre di più al loro comune Signore e Redentore Gesù Cristo. Vale la pena mantenere il dialogo. È possibile lasciarsi alle spalle i conflitti. L’odio e la violenza, anche motivati dalla religione, non dovrebbero essere banalizzati, o persino giustificati, bensì respinti con forza. I ricordi cupi possono affievolirsi, una storia dolorosa non esclude la possibilità di un futuro ricco di promesse. È possibile arrivare dal conflitto alla comunione, e percorrere questo cammino insieme, pieni di speranza. La riconciliazione reca in sé la forza di renderci liberi, di volgerci gli uni verso gli altri, ma anche di dedicarci agli altri nell’amore e nel servizio». Sono parole molto belle, soprattutto quando evocano un futuro ricco di promesse. Speriamo che questa commemorazione comune apra al futuro di Dio, che è sempre un futuro ricco di promesse.

di Alessandro Di Bussolo

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18 settembre 2019

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