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Molto più
di uno strumento
di evangelizzazione

· I cinquant’anni di Radio Veritas Asia ·

Quei radiomessaggi inviati dal cardinale Jaime Sin, arcivescovo di Manila, sulle frequenze di Radio Veritas, sono ancora nella mente e nel cuore di tutti. Parlavano, accorati, di protesta, di preghiera, di pace. Appartengono alla storia della nazione e sono stati una spinta decisiva per il popolo filippino che lottava per liberarsi dal dittatore Ferdinando Marcos. Era il febbraio del 1986 e la gente di Manila si riversava in strada affollando la Epifanio de los Santos Avenue, l’arteria principale della capitale. Quella sollevazione passò alla storia come la “rivoluzione dei rosari”, perché milioni di persone animate solo dalla fede e dalla preghiera, marciarono in modo non violento verso il palazzo presidenziale e costrinsero alla fuga il generale, ripristinando la democrazia nell’arcipelago. È solo uno dei passaggi storici che narrano oggi l’importanza di Radio Veritas Asia, l’emittente cattolica che, nata nel 1969, aveva la missione profetica di annunciare il Vangelo nel continente asiatico.

La radio, una voce che da cinquant’anni trasmette in diciotto lingue asiatiche (dal cinese all’hindi, dal malayalam al vietnamita, dal birmano all’urdu, e molte altre), è stata uno strumento decisivo per mantenere viva la fede in una realtà dove i fedeli hanno vissuto tempi di persecuzione e oppressione politica, sociale e religiosa. E così, grazie ai suoi programmi a onde corte, negli anni Settanta del secolo scorso i cattolici vietnamiti nelle campagne o nelle regioni montuose nel centro del paese hanno potuto partecipare alla messa, nella loro lingua madre, laddove non vi erano sacerdoti, oppure i preti, controllati dal regime comunista, non avevano libertà di movimento. A quel tempo il Vietnam era uno dei paesi più poveri del mondo, che si doveva confrontare con miseria, calamità naturali, malattie, problemi sociali, oltre che con le limitazioni alla libertà. I programmi di Radio Veritas hanno contribuito a tenere viva e desta la speranza in piccole comunità avvilite ed emarginate.

di Paolo Affatato

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14 novembre 2019

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