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Oltre
la tradizione

· Fedeltà a una grande missione ·

«Quanto si richiede negli amministratori è che ognuno risulti fedele» (1 Corinzi, 4, 2). La missione dell’Osservatore Romano di essere il mezzo d’informazione del compito universale del Santo Padre lo rende un documento giornalistico unico nel suo genere. Un simile mandato di gestione della comunicazione richiede, tra le altre qualità, quella della «fedeltà». Fedeltà che si deve dimostrare in diversi modi: riportando le parole ufficiali come testo di riferimento; immergendosi nelle profondità del suo pensiero spirituale per poterlo diffondere correttamente; rispecchiando la vera dimensione mondiale del suo ministero per situare il suo apostolato nel giusto contesto; facendo conoscere la sua funzione di referente a tutta l’umanità, per aiutare a discernerne l’influenza nel tempo e nello spazio; e infine, sebbene l’elenco potrebbe continuare, rendendo riconoscibile alle pecore del suo ovile l’inconfondibile suono della voce del loro pastore. 

Due volti di Buenos Aires: Villa 21 e, sullo sfondo, i grattacieli del quartiere Retiro

Questa edizione argentina è anche unica. È la prima volta che, nei suoi 155 anni di esistenza, questo giornale include contenuti locali in un’edizione al di fuori del Vaticano. La missione di Papa Bergoglio, venuto da questa parte della «fine del mondo», va inquadrata, interpretata, comunicata ed espressa nella e dalla cosmovisione culturale del suo popolo di origine. Ciò non solo richiederà i tratti di fedeltà sopraenunciati, ma anche uno sforzo per documentare, a queste latitudini, le straordinarie ed eclettiche risorse applicate della sua semiotica comunicazionale. Francesco è argentino e merita di essere conosciuto fedelmente nel suo amato paese. Nel quadro di questo indelegabile e inestimabile compito, il pensiero dei suoi conterranei avrà un posto di rilievo nella nostra edizione. Allo stesso modo, e per favorire la visione universale del suo pontificato e mantenere un’unità comunicativa internazionale, una buona parte di ogni edizione coinciderà con l’edizione settimanale in lingua spagnola stampata in Vaticano da quasi cinquant’anni.

La mia appartenenza alla fede protestante riflette apertura e generosità da parte di Francesco, che non posso non discernere nel loro reale significato e per le quali gli sono profondamente grato. Pertanto in questa edizione dell’Osservatore Romano per l’Argentina gli spazi di opinione e di riflessione saranno aperti a tutti, dai più importanti rappresentanti della Chiesa cattolica nazionale agli esponenti di diverse confessioni religiose, e a ogni persona di buona volontà in grado di dare una visione locale dell’influenza di Francesco. Non farlo sarebbe trascurare l’attualità e l’indiscutibile impatto della sua voce tra i fedeli del popolo cattolico e la sua funzione di referente, quale pietra d’angolo e guida, nel dialogo interreligioso e interculturale argentino e continentale.

Chiedo al Signore la grazia di rimanere fedele, sia io che firmo, sia il mio collega Santiago Pont Lezica che avrà la responsabilità esecutiva per la sua nota professionalità e il suo impegno di laico cattolico, nella gestione di questa edizione locale. Prego per l’enorme compito di Silvina Pérez, incaricata delle edizioni in lingua spagnola, e di Giovanni Maria Vian, direttore dell’Osservatore Romano, i quali dai loro uffici in Vaticano saranno i responsabili ultimi di ogni numero. Infine, parafrasando il vescovo di Roma e l’argentino più importante della storia, chiedo a voi, lettori e colleghi: «Pregate per noi».

di Marcelo Figueroa

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14 ottobre 2019

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