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Mogadiscio senza pace

· La capitale somala nella morsa degli attentati terroristici e degli attacchi armati ·

Colpi di mortaio su un campo profughi

Mogadiscio, 21. L’intensificarsi delle violenze vanifica i tentativi di far tornare almeno a una parvenza di vita normale la somala Mogadiscio. Una ripresa di bombardamenti di mortai si è affiancata questa settimana agli attentati terroristici che hanno colpito la città negli ultimi mesi e la cui lista si è allungata anche oggi con l’esplosione di un’autobomba nella strada Maka al Mukarram, nei pressi del palazzo presidenziale di Villa Somalia, nella quale è rimasto ferito un poliziotto.

A questo contesto di violenze cercano di opporsi gesti significativi come la riapertura del Teatro nazionale di Mogadiscio, chiuso da vent’anni. Nella cerimonia di ieri per l’inaugurazione della nuova struttura, realizzata da aziende cinesi, Abduweli Mohamed Ali, il primo ministro del Governo di transizione del presidente Sharif Ahmed, ha auspicato che l’evento rappresenti un segnale di pacificazione della Somalia. Il primo ministro ha aggiunto che «per la prima volta dopo molti anni siamo qui ad ammirare delle rappresentazioni e questo è stato reso possibile dalla stabilità raggiunta a Mogadiscio e dal sacrificio delle forze armate del nostro Paese».

Ma i fatti almeno per il momento mostrano una realtà diversa. Le milizie radicali islamiche di al Shabaab, che guidano l’insurrezione contro il Governo, nei mesi scorsi si erano ritirate da Mogadiscio, dopo una decisa offensiva lanciata dalle forze governative con il decisivo appoggio dei contingenti dell’Amisom, la missione dell’Unione africana in Somalia, della quale il mese scorso il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha ampliato il mandato e aumentato gli effettivi.

Da allora al Shabaab aveva sostituito alla lotta armata manifesta una strategia di attentati, spesso sferrati da terroristi suicidi. Negli ultimi giorni, però, è ripresa anche l’azione dei mortai, che hanno provocato vittime tra la popolazione civile. In particolare, un bombardamento ha colpito lunedì un piccolo insediamento per sfollati nel distretto di Wardhigley, uccidendo quattro persone, compresi due bambini, secondo quanto riferito dall’alto commissariato dell’Onu per i rifugiati (Unhcr). L’obiettivo dell’attacco, sempre secondo l’Unhcr, sarebbe stata una base di forze filogovernative nel vicino complesso di Villa Somalia. I colpi tuttavia non hanno raggiunto il loro obiettivo e sono esplosi tra gli sfollati. Nel frattempo, ieri, le milizie del gruppo islamico Ahlu Sunna wa al Jamaa, alleate del Governo transitorio, hanno ripreso il controllo della città di Dhusamareb, nel centro della Somalia, da dove erano state costrette a sgomberare dai miliziani di al Shabaab. I combattimenti, stando all’agenzia di stampa Dpa, hanno provocato almeno venti morti.

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