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Mogadiscio nel mirino
di Al Shabaab

· Attaccato un albergo nella capitale poi liberato dalla polizia ·

Il terrore torna a segnare la Somalia. La polizia ha ripreso ieri il controllo del Nasa-Hablod hotel di Mogadiscio, finito in mano ai jihadisti del gruppo Al Shabaab. Tre membri del commando terrorista sono stati uccisi. L’attacco è scattato sabato scorso. Cinque terroristi avevano fatto irruzione e occupato l’albergo, tenendo in ostaggio decine di persone al suo interno. L’irruzione era scattata dopo che un’autobomba, condotta da un terrorista suicida, era stata fatta esplodere nei pressi dello stesso edificio. Ne era derivato un lungo scontro a fuoco con la polizia somala e poi l’assedio durato circa 24 ore. Il bilancio finale dell’attacco è di almeno 29 morti e oltre trenta feriti.

I primi soccorsi dopo l’attentato di sabato a Mogadiscio (Ap)

Il governo e il parlamento somalo hanno rimosso, in seguito a quanto accaduto, il capo della polizia e quello dei servizi segreti. Il ministro della sicurezza somalo, Mohamed Abukar Islow, aveva sollecitato il licenziamento dei due uomini motivandolo con il fatto che in due settimane, a Mogadiscio, sono stati compiuti due terribili attentati. In effetti, da almeno un mese la Somalia attraversa una fase difficilissima. Due settimane fa oltre 350 persone erano rimaste uccise in un terribile attentato dinamitardo: un camion era stato fatto esplodere in una delle vie più frequentate della città. L’episodio, fortemente condannato dalla comunità internazionale, non era stato rivendicato da Al Shabaab. La popolazione di Mogadiscio aveva marciato, a migliaia, nelle vie della città in reazione a quanto accaduto. Il presidente somalo, Abdullahi Mohamed, si era invece recato in diversi paesi della regione per cercare di ottenere maggiore supporto nella lotta contro il gruppo terroristico.

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