Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Modificate le norme «de gravioribus delictis»

· Dalla Congregazione per la Dottrina della Fede ·

Procedure più efficaci per contribuire alla chiarezza e alla certezza del diritto


La Congregazione per la Dottrina della Fede ha reso pubblici giovedì mattina 15 luglio, gli aggiornamenti apportati alle Normae de gravioribus delictis , in riferimento a delitti che la Chiesa ritiene eccezionalmente gravi e perciò sono sottoposti alla competenza del tribunale della medesima Congregazione. Nel novero di tali delitti rientrano quelli contro la fede, contro i sacramenti dell'eucaristia, della penitenza e dell'ordine, e naturalmente quelli di abuso sessuale da parte di membri del clero nei confronti di minori.

In una nota diffusa contemporaneamente alla pubblicazione degli aggiornamenti, il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, il gesuita padre Federico Lombardi, ricorda la promulgazione del motu proprio Sacramentorum sanctitatis tutela nel 2001, con il quale Giovanni Paolo II attribuiva alla Congregazione per la Dottrina della Fede la competenza per trattare e giudicare nell'ambito dell'ordinamento canonico una serie di delitti particolarmente gravi, per i quali essa era precedentemente attribuita anche ad altri dicasteri o non era del tutto chiara. Il documento era accompagnato da una serie di norme applicative e procedurali note appunto come Normae de gravioribus delictis. Nel corso dei nove anni successivi «l'esperienza ha naturalmente suggerito — scrive padre Lombardi — l'integrazione e l'aggiornamento di tali Norme, in modo da poter sveltire o semplificare le procedure per renderle più efficaci, o tener conto di nuove problematiche. Ciò è avvenuto principalmente grazie all'attribuzione da parte del Papa di nuove “facoltà” alla Congregazione per la Dottrina della Fede, che però non erano state integrate organicamente nelle “Norme” iniziali. È ciò che è ora avvenuto, nell'ambito appunto di una revisione sistematica di tali Norme».

La vasta risonanza pubblica avuta negli anni recenti dai delitti di abuso sessuale su minori compiuti da membri del clero ha attirato grande attenzione e sviluppato un intenso dibattito sulle norme e procedure applicate dalla Chiesa per il giudizio e la punizione di essi. «È giusto quindi — commenta padre Lombardi — che vi sia piena chiarezza sulla normativa oggi in vigore in questo campo e che questa stessa normativa si presenti in modo organico, così da facilitare l'orientamento di chiunque debba occuparsi di queste materie».

Un primo contributo di chiarificazione — soprattutto a uso degli operatori dell'informazione — era stato dato poco tempo fa con la pubblicazione sul sito internet della Santa Sede di una sintetica «Guida alla comprensione delle procedure di base della Congregazione per la Dottrina della Fede riguardo alle accuse di abusi sessuali», «ma la pubblicazione delle nuove Norme — avverte il direttore della Sala Stampa della Santa Sede — è tutt'altra cosa, offrendoci un testo giuridico ufficiale aggiornato, valido per tutta la Chiesa».

Proprio tenendo conto della risonanza della problematica relativa agli abusi sessuali, padre Lombardi si sofferma su alcuni aspetti rilevanti. Fra le novità introdotte cita quelle intese a rendere le procedure più spedite, come la possibilità di non seguire la «via processuale giudiziale» ma di procedere «per decreto extragiudiziale», o quella di presentare al Papa in circostanze particolari i casi più gravi in vista della dimissione dallo stato clericale. Dopo aver sottolineato la norma che consente ora di avere come membri del personale dei tribunali, o come avvocati o procuratori, non solo più sacerdoti, ma anche laici, padre Lombardi richiama l'attenzione sul «passaggio del termine della prescrizione da dieci a venti anni, restando sempre la possibilità di deroga anche oltre tale periodo» e sulla «significativa equiparazione ai minori delle persone con limitato uso di ragione» nonché sulla «introduzione di una nuova fattispecie: la pedopornografia. Questa viene così definita: “l'acquisizione, la detenzione o la divulgazione” compiuta da un membro del clero “in qualsiasi modo e con qualsiasi mezzo, di immagini pornografiche aventi ad oggetto minori di anni quattordici”».

Un punto che non viene toccato, mentre spesso è oggetto di discussione in questi tempi, riguarda la collaborazione con le autorità civili. «Bisogna tenere conto — fa notare il direttore della Sala Stampa della Santa Sede — che le Norme ora pubblicate sono parte dell'ordinamento penale canonico, in sé completo e pienamente distinto da quello degli Stati». Padre Lombardi richiama quanto scritto nella «Guida alla comprensione delle procedure» pubblicata sul sito della Santa Sede dove si specifica che «va sempre dato seguito alle disposizioni della legge civile per quanto riguarda il deferimento di crimini alle autorità preposte». Dunque ciò significa che nella prassi proposta dalla Congregazione per la Dottrina della Fede occorre provvedere per tempo a ottemperare alle disposizioni di legge vigenti nei diversi Paesi e non nel corso del procedimento canonico o successivamente a esso.

«La pubblicazione odierna delle Norme — scrive ancora padre Lombardi — dà un grande contributo alla chiarezza e alla certezza del diritto in un campo in cui la Chiesa è fortemente impegnata oggi a procedere con rigore e con trasparenza, così da rispondere pienamente alle giuste attese di tutela della coerenza morale e della santità evangelica che i fedeli e l'opinione pubblica nutrono verso di essa, e che il Papa ha continuamente ribadito. Naturalmente occorrono anche molte altre misure e iniziative, da parte di diverse istanze ecclesiali».

Per quanto riguarda la Congregazione per la Dottrina della Fede, essa sta lavorando su ulteriori indicazioni da dare agli episcopati per aiutarli a formulare e sviluppare in modo coerente ed efficace le indicazioni e direttive necessarie ad affrontare la problematica degli abusi sessuali di minori da parte di membri del clero o nell'ambito di attività o istituzioni connesse alla Chiesa, con riguardo alla situazione e ai problemi della società in cui operano.

«Sarà un altro passo cruciale nel cammino — avverte Lombardi — perché la Chiesa traduca in prassi permanente e in consapevolezza continua i frutti degli insegnamenti e delle riflessioni maturati nel corso della dolorosa vicenda della “crisi” dovuta agli abusi sessuali da parte di membri del clero».

A completamento di questa breve rassegna sulle principali novità contenute nelle «Norme» il direttore della Sala Stampa della Santa Sede si sofferma anche sugli aggiornamenti che si riferiscono a delitti di altra natura e spiega che «in realtà anche in questi casi non si tratta tanto di determinazioni nuove nella sostanza, quanto di inserimento di normative già vigenti, così da ottenere una normativa complessiva più ordinata e organica sui “delitti più gravi” riservati alla Congregazione per la Dottrina della Fede»: i delitti contro la fede, per i quali sono normalmente competenti gli Ordinari, ma la Congregazione diventa competente in caso di appello; la registrazione e divulgazione compiute maliziosamente delle confessioni sacramentali e l'ordinazione delle donne.

Le norme modificate «de gravioribus delictis»

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

15 dicembre 2019

NOTIZIE CORRELATE