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Moderna schiavitù

· Aperto il simposio della Pontificia Accademia delle scienze sui giovani e la tratta di persone ·

«La schiavitù moderna è una delle conseguenze della globalizzazione dell’indifferenza». Lo ha detto il vescovo Marcelo Sánchez Sorondo, segretario della Pontificia Accademia delle scienze, aprendo i lavori del simposio «Giovani contro la prostituzione e la tratta di persone: massima violenza contro l’essere umano», che si svolge nella Casina Pio IV, in Vaticano, fino al 16 novembre.

Promosso dall’Accademia in collaborazione con le associazioni Global freedom network e Vinculos en red, l’incontro appare orientato fin dalle prime battute a rafforzare l’impegno dei giovani nell’opera di sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulla gravità e le risonanze del problema del traffico di esseri umani. Base di partenza è stata la riflessione sui vari problemi che la tratta comporta all’interno delle famiglie, della società e degli individui. Si stima che a livello globale — sono le cifre esposte nel simposio — circa 21 milioni di uomini, donne, bambini e bambine vengano ingannati, venduti, costretti o sottomessi a condizioni di schiavitù in varie forme e in diversi settori, quali l’agricoltura, il servizio domestico, la prostituzione, la pornografia, il turismo sessuale, i matrimoni servili, il traffico di organi. A questa cifra vanno aggiunti i tre milioni di persone che ogni anno incrementano questa massa di derelitti. 

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05 dicembre 2019

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