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Missione dell’Onu in Corea del Nord

· Il vicesegretario per gli affari politici sarà in visita a Pyongyang ·

Da oggi a venerdì, il vicesegretario generale delle Nazioni Unite per gli affari politici, Jeffrey Feltman, sarà in Corea del Nord per una missione diplomatica che ha pochissimi precedenti (l’ultima di un funzionario Onu risale al 2010), con la tensione nell’area ai massimi livelli.

Martedì scorso Pyongyang ha lanciato il suo ultimo e più potente missile balistico intercontinentale, l’Hwasong-15, in grado di colpire ovunque negli Stati Uniti, mentre proseguiranno fino all’8 dicembre le imponenti esercitazioni militari tra le forze aeree di Washington e di Seoul. Manovre che per la prima volta vedono protagonisti — tra i 230 aerei impegnati — anche dodici jet stealth (invisibili ai radar) statunitensi, ovvero velivoli da guerra in grado di penetrare nello spazio aereo nordcoreano — e di qualsiasi altro paese — senza essere intercettati.

Feltman, che ha formalmente accolto un invito avanzato a settembre da Pyongyang durate i lavori dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, discuterà con il ministro degli esteri nordcoreano, Ri Yong-ho, e altri funzionari del regime comunista i «problemi di reciproco interesse e preoccupazione», ha riferito il portavoce del Palazzo di Vetro, Stéphane Dujarric. Il portavoce non ha chiarito se Feltman riuscirà a incontrare il leader nordcoreano, Kim Jong-un.

Rispondendo alle domande dei giornalisti, Feltman ha invece lasciato aperta la porta alla possibilità di una futura missione nordcoreana del segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, che il 13 dicembre sarà a Tokyo per una serie di colloqui con il premier giapponese, Shinzo Abe.

Dopo Pyongyang, il vicesegretario dell’Onu si recherà poi in Cina, alleata della Corea del Nord.

La situazione nella Corea del Nord sarà anche al centro dell’incontro di oggi e domani a Bruxelles dei ministri degli Esteri della Nato.

Il segretario generale dell’Alleanza atlantica, Jens Stoltenberg, alla vigilia del vertice ha sottolineato come la Nato — e più in generale la comunità internazionale — debbano «mettere il massimo della pressione» sul regime di Pyongyang, perché una escalation che sfoci in una guerra che avrebbe conseguenze catastrofiche.

«Il lancio della scorsa settimana di un missile balistico intercontinentale ha dimostrato che tutte le nostre nazioni alleate potrebbero essere a portata di tiro», ha spiegato Stoltenberg.

«I nostri partner nella regione sono a rischio e le azioni della Corea del Nord danneggiano i regimi globali di non-proliferazione, controllo degli armamenti e disarmo», ha precisato.

Il lancio del missile nordcoreano sta anche preoccupando le compagnie aeree internazionali e aumenta le incertezze sulla capacità del regime di Pyongyang di gestire in sicurezza le ambizioni militari. L’equipaggio di un aereo della compagnia cinese con sede ad Hong Kong Cathay Pacific, in volo sul Giappone il 29 novembre scorso, ha infatti riferito di avere avvistato il razzo nordcoreano in volo.

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18 luglio 2018

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