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Missili israeliani a sud di Damasco

· Massima allerta sulle alture del Golan ·

La base militare colpita da missili ad Al-Kiswah a sud di Damasco (Ap)

Sale la tensione in Siria. Missili israeliani hanno colpito ieri sera la zona di Al-Kiswah, a sud di Damasco. Secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani, nove persone sarebbero rimaste uccise. L’agenzia di stampa ufficiale, Sana, ha confermato il raid sostenendo però che l’attacco avrebbe provocato soltanto danni materiali e che il contrattacco delle forze siriane avrebbe distrutto due missili israeliani. Anche la stampa israeliana ha parlato di caccia dello stato ebraico che sarebbero penetrati nello spazio aereo siriano. Nel frattempo, Israele ha deciso ieri di aprire i rifugi sulle alture del Golan nel nord del paese, al confine con la Siria, e ha elevato lo stato di allarme, con il richiamo di un piccolo contingente di riservisti. La decisione è stata presa «a causa — ha dichiarato l’esercito — delle irregolari attività delle forze iraniane in Siria». Pochi minuti prima dell’atteso discorso in cui il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato l’uscita dall’accordo sul nucleare con Teheran, l’esercito israeliano ha fatto sapere di «essere pronto per vari scenari», spiegando che «ogni aggressione avrà una risposta severa». In un discorso il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha affermato senza mezzi termini che Israele è determinato «a impedire che l’Iran stabilisca le proprie basi in Siria. Reagiremo con potenza, il nostro esercito è pronto». Poi ha aggiunto: «Se l’Iran provasse ad attaccarci, avvertirebbe la potenza della nostra forza». Oggi Netanyahu si reca a Mosca per incontrare il presidente russo, Vladimir Putin. L’ambasciata statunitense ha chiesto ai propri dipendenti e ai cittadini statunitensi di non recarsi sulle alture del Golan.

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