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Missili israeliani su postazioni di Hamas a Gaza

· L’Unicef denuncia l’emergenza nel territorio palestinese dopo le violenze dei giorni scorsi ·

Mezzi aerei e di terra dell’esercito israeliano hanno attaccato ieri pomeriggio sei postazioni di Hamas nella Striscia di Gaza con numerosi missili. Secondo il portavoce delle forze di difesa israeliane «sono stati attaccati obiettivi terroristici appartenenti ad Hamas tra cui un impianto di produzione di armi». L’attacco — ha aggiunto il portavoce — «è stato condotto in risposta al fuoco aperto da una mitragliatrice nella città di Sderot e ai numerosi colpi di armi da fuoco esplosi durante l’intera giornata».

Raid israeliano sulla città di Gaza (Ap)

L’esercito è «determinato a continuare le sue missioni e a difendere la sicurezza dei cittadini di Israele». Intanto, l’Unicef e altre agenzie hanno consegnato a Gaza aiuti di tipo medico per circa 70.000 persone. Secondo l’Unicef, il sistema sanitario è «messo a dura prova in seguito alle recenti violenze», e questo anche perché era «già in difficoltà a causa dei tagli dell’energia e della mancanza di carburante e medicine».

L’intensificarsi delle violenze ha aggravato in particolare la situazione dei bambini, le cui vite già da diversi anni sono estremamente difficili. Dal 30 marzo — inizio delle proteste palestinesi al confine tra Gaza e Israele — sono stati infatti oltre mille i minori feriti, anche in maniera grave, negli scontri Nella Striscia di Gaza, la metà di tutti i bambini dipende dall’assistenza umanitaria e un bambino su quattro ha bisogno di supporto psicosociale, sottolinea ancora l’agenzia dell’Onu per l’infanzia, notando inoltre che le loro famiglie hanno 4 o 5 ore di elettricità al giorno e nove su dieci non hanno un regolare accesso diretto all’acqua pulita. Nel frattempo, il presidente del parlamento israeliano (Knesset), Yuli-Yoel Edelstein, in visita ieri a Parigi, ha accusato Hamas di essere responsabile della situazione a Gaza.

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