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Missili intercettori statunitensi in Polonia

· Il piano di difesa americano rischia di accrescere la tensione con la Russia ·

Ai primi di aprile una prima batteria di missili intercettori Patriot statunitensi saranno installati a Moraq nel nord della Polonia. Lo riferisce l’agenzia Pap. I missili, e i 100 soldati americani necessari a gestire la postazione, sono parte dell’accordo per migliorare le difese polacche siglato tra Washington e Varsavia dopo che l’Amministrazione Obama ha cancellato a settembre il progetto di scudo antimissile in Europa (il cosiddetto scudo spaziale) voluto dal suo predecessore George W. Bush.

La mossa, insieme alle contemporanee trattative avviate con Romania e Bulgaria, potrebbero però irritare nuovamente la Russia che è tornata a minacciare di installare a sua volta missili tattici Iskander nell’enclave russa di Kaliningrad, nel cuore dell’Europa, tra Polonia e Lituania. Lo ha annunciato venerdì scorso il ministro della Difesa, Anatoly Serdyukov, chiarendo che «se all’orizzonte appariranno ulteriori minacce (i missili statunitensi in Romania e Bulgaria) allora gli Iskander (SS-26) saranno piazzati» a Kaliningrad.

Mosca aveva annullato a settembre il progetto dopo che l’Amministrazione Obama aveva cancellato il vecchio programma di scudo antimissile voluto da George W. Bush nella Repubblica Ceca e in Polonia. L’iniziativa del nuovo presidente Obama era uno dei pilastri della politica del «reset» (ripartiamo da zero) nei rapporti tra Stati Uniti e Russia che sembra ora rimessa in causa. In più occasioni il dipartimento di Stato americano ha ripetuto che il piano di difesa missilistico in Europa non è diretto contro la Russia «ma contro la minaccia emergente dell'Iran». Ma il Cremlino considera il sistema antimissile statunitense una minaccia nei suoi confronti e anche a questa preoccupazione sarebbero collegati, è emerso, i ritardi sulla conclusione del nuovo trattato Start per la riduzione degli armamenti nucleari strategici che è scaduto il cinque dicembre scorso.

«La struttura della difesa antimissilistica installata in Europa — aveva affermato nelle scorse settimane il portavoce del dipartimento di Stato americano, Philip Crowley — non sarà mirata sulla Russia ma piuttosto verso la minaccia emergente dell'Iran». Il portavoce statunitense aveva ribadito il desiderio dell'Amministrazione di Washington di continuare a cooperare con la Russia sulla questione della difesa antimissile.

Ma questa nuova iniziativa statunitense ha fatto crescere la tensione: la Russia attende ora spiegazioni anche dalla Bulgaria per la sua decisione «a sorpresa» di unirsi al nuovo progetto di scudo antimissile americano in Europa. Lo ha detto la settimana scorsa il ministro degli Esteri russo, Serghiei Lavrov, durante una missione in America centrale. «Ci aspettiamo spiegazioni, ci sono state promesse — ha detto il capo della diplomazia del Cremlino nella capitale nicaraguense Managua —. Abbiamo già chiesto ai nostri partner americani, tramite il nostro ambasciatore, il significato di questa iniziativa e di come mai ci troviamo di fronte a questa sorpresa bulgara dopo aver avuto la sorpresa romena». In precedenza, il premier bulgaro, Boiko Borissov, si era dichiarato favorevole alla partecipazione del suo Paese allo scudo antimissile americano, rimodulato — secondo l'Amministrazione Obama — per fronteggiare la minaccia dell'Iran e dei suoi missili a medio e corto raggio invece che i missili balistici russi.

Queste strategie statunitensi in Europa preoccupano la Russia che già aveva espresso le sue perplessità per l'approvazione di una nuova strategia della Nato che prevede la possibilità di usare la forza in tutto il mondo.

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