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Missile nordcoreano
nel mar del Giappone

· Ferma condanna di Tokyo, Seoul e Washington ·

Nuova provocazione del regime comunista della Corea del Nord che questa mattina ha lanciato due missili balistici, uno dei quali è atterrato nelle acque territoriali del Giappone, ad appena 250 chilometri a ovest della penisola di Oga, nella prefettura di Akita, dopo aver sorvolato il mar del Giappone per circa 1000 chilometri. Mentre l’altro, secondo il comando strategico degli Stati Uniti, è esploso subito dopo il decollo.

Il test missilisitico del regime di Pyongyang è stato definito dal primo ministro giapponese, Shinzo Abe, «un atto scandaloso e una grave minaccia per la sicurezza nazionale del nostro Paese». È stata «una chiara violazione delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite; abbiamo presentato una forte protesta con la Corea del Nord» ha detto il premier nipponico ai giornalisti. Dal canto suo, il ministro della Difesa giapponese, Gen Nakatani, poco prima aveva spiegato che il missile è caduto nel mar del Giappone, nella zona economica esclusiva (Zee) dell’arcipelago, qualcosa che non succedeva dal 1956. «Non ci sono stati segnali d’allerta, è un gesto estremamente problematico e pericoloso dal punto di vista della sicurezza degli aerei e delle navi» ha sottolineato il portavoce del Governo, Yoshihide Suga.
L’agenzia sudcoreana Yonhap, citando una fonte militare, ha indicato che i missili sono stati lanciati alle 7.50 ora locale dalla provincia di South Hwanghae. Si tratta di missili a medio raggio del tipo Rodong con una gittata di circa 1300 chilometri, consentendo eventualmente al razzo di raggiungere le coste nipponiche. Secondo Seoul, il missile è partito dalla provincia nordcoreana di Hwanghae nel sud del Paese. Si tratta dei primi lanci del regime di Pyongyang dallo scorso 19 luglio, quando realizzò un test con due missili a corto raggio e un terzo a medio raggio.

Ferma anche la condanna degli Stati Uniti. «Siamo pronti a rispondere a ulteriori provocazioni della Repubblica popolare democratica di Corea, come pure a difendere noi stessi e i nostri alleati da qualsiasi attacco» ha detto la portavoce del dipartimento di Stato americano, Anna Richey-Allen. Quella di oggi è l’ultima di una serie di provocazioni messe in atto dal regime comunista di Pyongyang quest’anno — iniziate con il quarto test nucleare a gennaio, seguito da vari lanci di missili che secondo gli esperti dimostrano che la Corea del Nord fa progressi verso la costruzione di ordigni in grado di colpire il territorio statunitense — che hanno spinto il Governo di Seoul e l’Amministrazione di Washington a dispiegare un sistema avanzato di difesa missilistica Terminal High Altitude Area Defence (Thadd) a Seongju, per contrastare le minacce missilistiche del leader nordcoreano Kim Jong Un.

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