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Misericordia
non è parola astratta


· L’insegnamento di «Amoris laetitia» ·

Marc Chagall, «Le cinque candele»  (1956, particolare)

«Nel corso dell’esortazione vengono affrontati problemi attuali e concreti: la famiglia nel mondo di oggi, l’educazione dei bambini, la preparazione al matrimonio, le famiglie in difficoltà, e così via. Questi argomenti sono trattati con un’ermeneutica che viene dall’intero documento, e che è l’ermeneutica magisteriale della Chiesa, sempre in continuità (e senza fratture), e pur sempre in corso di maturazione». Con queste parole, tratte dalla prefazione scritta per il mio libro Pope Francis, the family and divorce. In Defense of Truth and Mercy (Paulist Press), il Pontefice ribadisce come Amoris laetitia sia saldamente al centro di un ricco corpo di insegnamento magisteriale sulla famiglia che si può far risalire all’enciclica Arcanum di Leone XIII.

Una delle cose più significative dette da Papa Francesco nella sua prefazione è che Amoris laetitia deve essere letta per ordine, dall’inizio alla fine, altrimenti «non sarà compresa o la comprensione sarà distorta». Senz’altro fin troppi commentatori sono andati subito al famoso capitolo ottavo; fare questo, però, significa perdersi uno «sviluppo di riflessione teologica» vitale che emerge in tutti i capitoli precedenti.
Amoris laetitia colpisce per diverse ragioni. Essa, infatti, cerca di esplorare la verità delle situazioni individuali attraverso il discernimento, riconoscendo la miriade di problemi che le famiglie comuni incontrano ogni giorno. Respinge, inoltre, un’applicazione astratta della dottrina che non tiene conto della verità che solo l’incontro con il Cristo risorto può provocare una metanoia autentica. Si allontana da una mentalità del “loro e noi” applicata alle situazioni familiari, ricordandoci che siamo tutti peccatori e tutti bisognosi della misericordia divina. Insegna la responsabilità di mostrare comprensione dinanzi alle sofferenze degli altri — specialmente di coloro che vivono un secondo matrimonio civile — e che, di conseguenza, dobbiamo «toglierci i sandali dai piedi sulla terra santa altrui» (Esodo, 3, 5).
Papa Francesco fonda l’intero testo sull’invito ad accogliere, accompagnare, discernere e integrare ogni famiglia nel grembo della Chiesa. Sogna una Chiesa di tenerezza materna che va costantemente incontro; una Chiesa che imiti l’amore e la compassione della beata Vergine, che è Odighítria, la Madre che apre la strada verso Gesù.

di Stephen Walford

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19 novembre 2018

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