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Miracolo d'Oriente

· Gruppo di chiese di Nagasaki si candida alla lista dell'Unesco ·

«Gruppo di chiese di Nagasaki: il governo ne decide la candidatura». La compattezza grafica degli undici ideogrammi componenti il titolo di una notizia diffusa anche dai quotidiani nazionali giapponesi, ha trasmesso ai lettori del «Nagasaki Shinbun» (Giornale di Nagasaki) on line del 18 settembre scorso il sollievo e la pacata soddisfazione dell’omonima prefettura per una vicenda particolarmente cara al cuore del cattolicesimo giapponese e alla prefettura di Kumamoto. 

L’esterno della chiesa di Ooura

Mesi fa Asia News metteva in luce che i governatori di Nagasaki e di Kumamoto avevano presentato al ministro della cultura Shimomura Hakubun la lista dei siti da candidare all’Unesco. Candidatura, aggiungiamo noi, che coinvolge chiunque ammiri il tenace esempio di fede offerto dai Kakure Kirishitan, i cristiani nascosti giapponesi costretti a vivere in totale clandestinità il proprio credo religioso per sfuggire alle persecuzioni dei lori tempi.
Il governo giapponese, per la prima volta nella storia, il 17 settembre ha deciso di candidare formalmente entro fine mese all’Unesco, come capolavori del patrimonio artistico dell’umanità, il cosiddetto «Gruppo di chiese di Nagasaki e luoghi storici legati al cristianesimo» (Nagasaki no Kyōkai-gun to Kirisuto-kyō Kannren Isan), tredici siti selezionati tra cui spicca la cattedrale di Ooura (Ooura Tenshudō), dal 1933 riconosciuto e tutelato «Tesoro Nazionale del Giappone». Il nome stesso della cattedrale mantiene il termine classico, oggi desueto, con cui si indicava un luogo di culto cattolico romano: Tenshudō, Cappella del Signore del Cielo. Nel giugno 2016 l’Unesco stabilirà se inserire o meno i siti cristiani nipponici nella sua lista.
Motiva la candidatura, ha spiegato ai giornalisti il vice ministro della cultura, Arimatsu Ikuko, il fatto che «i siti prescelti sono luoghi dove il cristianesimo si è diffuso nel xvi secolo e presentano un indubbio valore universale oltre che storico, riferito al Giappone dell’Era Meiji».

di Irene Iarocci

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