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Sempre più minori
in balia dei trafficanti di esseri umani

· Il presidente Mattarella richiama l’Europa ad assumersi le proprie responsabilità ·

Il 93 per cento degli oltre 12.000 minorenni arrivati in Italia nei primi sei mesi di quest’anno ha viaggiato solo. Lo documenta l’ultimo rapporto dell’Unicef su traffico di esseri umani e minori, secondo cui la decisione di partire in mare viene presa solo dopo che i minori vengono intercettati dai trafficanti di esseri umani. 

Sfollati africani in fuga  verso l’Europa (Ap)

Bambini e ragazzini fuggiti dalla fame e dalle violenze nei loro paesi vengono intercettati dai trafficanti che li dirottano in Libia, dove, dopo aver subito o assistito ad abusi di varia natura, prendono la decisione, che matura nella maggior parte dei casi solo allora, di imbarcarsi verso l’Italia. Il rapporto spiega che i ragazzi lasciano il paese di origine (soprattutto paesi dell’Africa subshariana) volontariamente ma senza pensare, in un primo momento, all’Europa come meta di approdo. Lo studio dell’Unicef ricorda inoltre che nel 2016 oltre 100.000 minorenni rifugiati e migranti, dei quali almeno 33.800 non accompagnati e separati (il 34 per cento), sono arrivati in Europa. Una delle motivazioni principali fornite riguardo alla loro fuga dal paese è stata la violenza a casa, ma anche privazioni e conflitti. Il matrimonio infantile è stato inoltre indicato come la motivazione principale da una bambina su cinque fra tutte le intervistate. «Ciò che colpisce maggiormente di questo studio è che mostra per la prima volta che le ragioni che spingono i minorenni a lasciare le loro case sono in gran parte molte di più rispetto a quelle identificate in precedenza, e minori i fattori di attrazione che li portano verso l’Europa» ha dichiarato Afshan Khan, direttore regionale dell’Unicef per l’Europa. Questi dati si collocano in un contesto politico preciso: l’emergenza immigrazione nel Mediterraneo. Ieri il presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, è tornato a chiedere che tutti si assumano le proprie responsabilità di fronte al flusso ininterrotto di arrivi sulle coste italiane, affermando che serve «la fermezza negoziale che si è avuta in tema di banche».

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20 luglio 2019

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