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Minori abbandonati
due volte

· A Roma un centro di primissima accoglienza faceva fuggire gli ospiti ma incassava le rette ·

Lasciavano addirittura aperto il cancello, li invitavano a scappare, in alcuni casi anche scavalcando la recinzione. Però loro, i vertici della onlus “Virtus Italia” che gestiva il centro di primissima accoglienza alla periferia nord di Roma, nella zona di Villa Spada, continuavano a incassare la quota di 87 euro a “ospite” prevista per ciascuno di quei minori che avrebbero dovuto seguire fino all’inserimento in case famiglia, denunciandone la fuga volontaria in ritardo. Sono 22 le persone raggiunte da misura cautelare — 16 arrestati (14 ai domiciliari) e 6 con obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria — con l’accusa di abbandono di minore, falso e frode. Si tratta di operatori, educatori e vertici della struttura.

Secondo quanto accertato, in due anni la onlus avrebbe lasciato scappare, espondendoli a gravi pericoli, 58 minori non accompagnati, tutti tra i 9 e i 17 anni, per lo più nomadi. Ragazzini che erano stati ospitati in base all’appalto da 2,7 milioni di euro che prevedeva l’identificazione, le prime cure e l’inserimento in case famiglia dei minori. Nella struttura, invece, dopo la registrazione si invitavano i giovani a scappare, attestando il falso all’amministrazione capitolina, che ha già provveduto alla ricollocazione dei minori, affidati alle cure delle assistenti sociali. La truffa è venuta a galla quando la polizia ha fermato alcuni ragazzini che borseggiavano sui bus, scoprendo che risultavano ospiti del centro.

Intanto sempre a Roma, a Torre Maura, dopo i disordini e le proteste di alcuni residenti ed esponenti di Casapound martedì davanti a una struttura dove sono stati trasferiti 77 nomadi, la procura cerca di capire se dietro la vicenda si nasconda una matrice razzista o la regia di gruppi xenofobi. Su quegli episodi a breve potrebbero esserci i primi identificati dalla Digos. Il Campidoglio è corso ai ripari: in una settimana i 77 nomadi saranno trasferiti per gruppi in altre strutture della capitale. La sindaca, Virginia Raggi, non esclude però provvedimenti disciplinari nei confronti degli uffici che hanno gestito la vicenda; una gestione da lei considerata “inqualificabile”, attuata senza alcun input politico o comunale.

La protesta è proseguita anche ieri, in particolare quando il pulmino con i primi nomadi ha lasciato in serata la struttura. Alcuni manifestanti hanno preso a calci il mezzo e fatto il saluto fascista. Stamane la situazione nella zona appare più tranquilla, anche se alcuni residenti sono tornati davanti al centro di accoglienza, che è presidiato dalle forze dell’ordine.

Sulla vicenda è intervenuto monsignor Gianpiero Palmieri, vescovo ausiliare del settore Roma Est e presidente della Fondazione Caritas di Roma. Intervistato dall’agenzia Sir, il presule ha definito la protesta «disumana» e «particolarmente odiosa» perché tocca anche mamme con bambini, strumentalizzata dai gruppi «più facinorosi» con «un retroterra culturale di odio razziale», che mirano «ad esasperare le tensioni sociali». Monsignor Palmieri ha quindi lanciato un appello a «riprendere il dialogo con le istituzioni e i cittadini e cercare di far sentire alle persone che abitano questi territori che il loro grido viene preso in considerazione, che ci sono risposte concrete. Contemporaneamente lavorare per una integrazione possibile».

E stamane a margine di un incontro del Centro Astalli, il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza episcopale italiana, ai cronisti che gli chiedevano se la protesta di Torre Maura fosse un problema nazionale o locale, ha risposto: «Mi auguro che non sia nazionale».

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