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​Minorenni e soli

· ​Sono numerosi tra i migranti che continuano ad arrivare anche sulla rotta balcanica ·

Bruxelles, 15. Centinaia di bambini non accompagnati sono ancora in movimento attraverso l’Europa del sud-est, nonostante la chiusura ufficiale delle frontiere, ma poco si sa sulla loro sorte. È quanto è emerso alla conferenza in corso in Croazia, dedicata in particolare alle necessità dei migranti minori, alla quale partecipano diverse organizzazioni umanitarie internazionali, tra cui Unicef e Unhcr.

Migranti attorno a un fuoco in una stazione bus di Belgrado (Epa)

Nonostante la chiusura delle frontiere, in Bulgaria dall’inizio dell’anno sono arrivati almeno 7000 cittadini afghani. E in Serbia si stima che 250 rifugiati e migranti continuano ad arrivare su base giornaliera. Il punto è che sia in Bulgaria che in Serbia si è moltiplicato il numero di minori: tra marzo e agosto è aumentato di cinque volte. E almeno il 50 per cento di loro risultano non accompagnati. È difficile la situazione dei minori anche in Grecia: alla fine di settembre, fino al 60 per cento dei bambini soli registrati dall’inizio dell’anno è ancora in lista d’attesa per ottenere un alloggio. I processi di identificazione, di ricongiungimento familiare, così come la possibilità di fornire una sistemazione adeguata e il supporto legale, oltre che la tutela per i minorenni non accompagnati, si sono dimostrati estremamente impegnativi per i governi dell’Europa del sud-est. Lo ha sottolineato alla conferenza Jean Claude Legrand, dell’ufficio regionale Unicef per l’Europa centrale e orientale e Asia centrale, aggiungendo che troppo spesso, i minori in questione «scivolano tra le crepe del sistema» e finiscono «esposti a gravi pericoli».

Sul fronte della rotta mediterranea, c’è la notizia dell’ennesimo naufragio con 18 dispersi, nel Canale di Sicilia. Si trovavano su un gommone insieme con altri 117 migranti che la nave Phoenix della Croce rossa è riuscita, invece, a trarre in salvo. Tra le vittime, anche un bimbo di tre anni al quale la mamma racconta di aver potuto dare solo un salvagente troppo grande.

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