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Minaccia nucleare
di Pyongyang

· ​Dura reazione internazionale ·

Il leader della Corea del Nord, Kim Jong Un, ha ordinato di preparare le armi nucleari «per usarle in qualsiasi momento»: lo ha reso noto oggi l’agenzia ufficiale di notizie Kcna, confermando la sfida del giovane dittatore dopo il varo di nuove sanzioni da parte del Consiglio di sicurezza dell’Onu. 

Esplosioni durante le esercitazioni delle forze di Seoul al confine con la Corea del Nord (Ap)

Kim ha sottolineato la «necessità di dispiegare le testate nucleari per la difesa nazionale e di tenerle sempre pronte perché possano sparare in ogni momento». Immediata la reazione dei Paesi vicini. Il Giappone ha definito «inaccettabile» l’annuncio del leader nordcoreano, che arriva tra l’altro il giorno dopo il lancio di missili a corta gittata verso il mare del Giappone. Il ministro degli Esteri di Tokyo, Fumio Fishida, ha affermato che «il Giappone non può accettare in nessun modo gli sviluppi del programma nucleare e di missili della Corea del Nord». Il presidente sudcoreano, Park Geun Hye, ha promesso una «dura» risposta a qualsiasi sfida da parte del regime comunista di Pyongyang. Anche il Pentagono segue con attenzione gli sviluppi e chiede a Pyongyang di «evitare provocazioni». Il livello di attenzione era già alto a poche ore dalla svolta di New York al Palazzo di Vetro, frutto dell’accordo tra Cina e Stati Uniti, quando il regime comunista di Pyongyang ha dato il via ieri al test balistico dalla costa orientale di Wonsan: i vettori, la cui tipologia non è chiara, hanno avuto una gittata di 100-150 chilometri prima di finire in mare, secondo lo stato maggiore sudcoreano. La Cina ha ieri espresso l’auspicio di ripresa del negoziato sul nucleare di Pyongyang in stallo dal 2008 e che coinvolge le due Coree, Stati Uniti, Giappone, Russia e Cina. Anche la Russia si è augurata ieri che la Corea del Nord tragga adeguate conclusioni dalla risoluzione del Consiglio di sicurezza dell’Onu, 

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