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Mille miglia in un passo

· ​Il Papa in Svezia ·

«Un viaggio ecclesiale, molto ecclesiale nel campo dell’ecumenismo». Sull’aereo che lunedì 31 ottobre lo ha condotto a Malmö, il Papa ha spiegato ai giornalisti al seguito cosa si aspetta dalle due intense giornate in terra svedese. Sottolineando la forte connotazione ecumenica della visita, Francesco ha ribadito l’importanza di un avvenimento storico e senza precedenti: se nei secoli scorsi ogni anniversario della Riforma di Lutero era stata occasione di polemiche e confronti, stavolta con la commemorazione comune del quinto centenario cattolici e luterani vogliono rendere possibile e visibile ciò che a lungo è sembrato improbabile, se non impossibile. Anche per questo gli auspici del Pontefice sono suonati come una raccomandazione ai settanta operatori dei media che lo accompagnano. Salutandoli come all’inizio di ogni viaggio internazionale, Francesco ha augurato il buongiorno, ha ringraziato «della compagnia» e si è detto certo che il loro lavoro «aiuterà tanto» la gente «a capire bene» l’importanza di questo appuntamento con la storia. Un momento destinato a segnare come una pietra miliare i prossimi passi verso l’unità di tutti i cristiani.

Dopo circa due ore e un quarto dal decollo, alle 10.40 l’airbus a321 dell’Alitalia con il Pontefice a bordo ha toccato il suolo della Svezia. Sul velivolo fermo in una piazzola dell’aeroporto internazionale di Malmö sono saliti a dargli il benvenuto il nunzio apostolico e il capo del Protocollo. Appena sceso dalla scaletta, è stato salutato dal primo ministro svedese Stefan Löfven e dal ministro della cultura e della democrazia Alice Bah-Kuhnke, ex giornalista televisiva di padre gambiano.

Ma è stato durante la presentazione delle delegazioni che si è avuto un anticipo della cordialità che sembra caratterizzare fin dall’inizio il clima di questa visita, organizzata su invito del governo svedese, della Chiesa cattolica locale e della Federazione luterana mondiale (Lwf) per la prima commemorazione comune della Riforma a livello globale. Lo testimonia anche la presenza dei vertici della Chiesa luterana di Svezia, che fino al 2000 era la Chiesa di Stato e che tutt’oggi costituisce la comunità religiosa maggioritaria nel Paese. Un passo decisivo che riflette i progressi compiuti negli ultimi cinquant’anni nel dialogo tra le due realtà, avviato dopo il concilio Vaticano II e portato avanti dal Pontificio consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani insieme con la Lwf. Per questo è stata scelta la data del 31 ottobre, che ricorda quella del 1517 in cui Lutero affisse le sue 95 tesi sulla porta della chiesa del castello di Wittenberg, e per questo è stata scelta come sede Lund, dove la Lwf fu fondata settant’anni fa, nel 1947. Lo stesso motto del viaggio papale «Dal conflitto alla comunione, insieme nella speranza» riflette queste aspettative, così come la programmazione che prevede due giornate ben distinte: la prima all’insegna dell’ecumenismo, la seconda dedicata alla piccola comunità cattolica di un Paese fortemente secolarizzato. Sebbene infatti i luterani in Svezia rappresentino il 67 per cento dei credenti, c’è anche un 18 per cento di persone che si professano atee o agnostiche. I cattolici invece sono poco più di centomila — su circa 9 milioni di residenti — per lo più fra gli immigrati che a queste latitudini hanno trovato nuove opportunità di vita, . 

dal nostro inviato Gianluca Biccini

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26 maggio 2019

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