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Milizie libiche a Sirte

· Violenti combattimenti  con i terroristi dell’Is che iniziano a fuggire dalla città ·

La liberazione di Sirte è questione di ore. Le forze fedeli al Governo di unità nazionale del premier designato Fayez Al Sarraj — il Parlamento di Tobruk si dovrebbe riunire martedì per votare la fiducia all’Esecutivo — hanno sfondato le ultime difese della roccaforte libica del cosiddetto Stato islamico (Is) con mezzi corazzati e diversi carri armati, mentre nelle stesse ore cadeva anche la regione di Harawa, a circa 70 chilometri più a est.

Milizie fedeli al Governo Al Sarraj  avanzano verso Sirte, la roccaforte libica  del cosiddetto Stato islamico (Reuters)

I fondamentalisti barricati nella città hanno opposto una strenua resistenza nascosti nel loro quartier generale, ma sembrano ormai prossimi alla sconfitta. Secondo l’Ap, alcuni seguaci di Al Baghdadi si sono addirittura rasati la barba per passare inosservati e cercare di sfuggire ai miliziani di Misurata. Violenti si sono susseguiti gli scontri per tutta la giornata di ieri. Con un’offensiva a tenaglia Sirte è stata accerchiata su tre assi grazie a truppe di terra, aiutate dall’aviazione e dalla Marina.

L’offensiva navale e terrestre è stata affiancata da una serie di bombardamenti aerei che hanno centrato il quartier generale dell’Is, mentre ieri sera le forze navali hanno annunciato di avere il «pieno controllo della zona costiera», e che i jihadisti «non potranno fuggire via mare». Sui social network intanto sono circolate le prime foto, divenute oramai un simbolo della riconquista, che mostrano la distruzione da parte delle forze libiche del palco usato dai jihadisti per le esecuzioni a Zafrana. Una istantanea ritrae il macabro luogo prima della demolizione, dove campeggia una grande bandiera nera dell’Is, mentre in un’altra si vede lo stesso luogo privo dello stendardo.

Il portavoce dell’operazione per la liberazione della città, il generale Mohamed Al Ghasri, ha promesso ieri sera che Sirte «sarà liberata a giorni», sottolineando che le «milizie si stanno scontrando violentemente con i terroristi», mentre «i cecchini dell’Is sparano dai tetti». Una situazione difficile, anche perché i «jihadisti sono asserragliati nella sala congressi Ouagadougou», il loro quartiere generale in seguito colpito dai raid dell’aviazione.

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