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Miliziani filogovernativi
seminano il terrore in Nicaragua

Gruppi paramilitari a volto coperto e pesantemente armati sono entrati in azione ieri dalle prime ore del mattino nei quartieri orientali di Managua e in altre località del Nicaragua. I miliziani hanno rimosso le barricate erette da manifestanti antigovernativi e hanno attaccato cittadini che protestano contro il governo. Sui social network si moltiplicano foto e video di gruppi di civili mascherati armati di pistole automatiche e fucili d’assalto che prendono il controllo delle strade sparando in modo indiscriminato. I gestori di una delle principali librerie della capitale hanno denunciato il ferimento di un loro impiegato che stava spazzando il marciapiede quando è stato raggiunto da un proiettile. Proprietari di negozi, palestre e altri esercizi commerciali hanno pubblicato in rete immagini della devastazione seminata dai paramilitari col volto coperto. Monsignor Silvio José Báez, vescovo ausiliare di Managua, ha invitato su Twitter gli abitanti di Las Maderas e di altri quartieri dell’est della città a proteggersi nelle loro case e a non uscire in strada perché «la situazione è molto pericolosa, a causa della presenza di gruppi d’assalto». I nuovi disordini seguono quelli del fine settimana che hanno provocato la morte di cinque persone. Il bilancio di vittime dall’inizio delle proteste di piazza, iniziate nell’aprile scorso, è di almeno 140 morti.

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20 marzo 2019

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