Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Milioni di profughi a causa del clima

· Terre sempre più aride e invivibili a causa del riscaldamento globale provocheranno fughe di massa ·

In fuga dalle guerre, dalla povertà e dal terrorismo, ma non solo. Tra qualche decennio, i migranti scapperanno anche da terre sempre più invivibili, troppo aride per essere coltivate, con un’aria troppo afosa da respirare. Dall’Africa settentrionale e dal Medio e Vicino oriente, una fetta del mondo che ospita più di mezzo miliardo di persone, metterà in moto una nuova fuga verso nord, che farà pressione sulle coste europee. 

Profughi appena sbarcati nel porto italiano di Augusta (Reuters)

Colpa del cambiamento climatico, che sta rapidamente facendo salire la “febbre” al Pianeta. Secondo fonti delle Nazioni Unite, già entro il 2020 la desertificazione provocherà non meno di 50 milioni di cosiddetti “profughi climatici”. Ma i numeri potrebbero essere ben più elevati, se si guarda a come sarà il termometro in un futuro meno prossimo. I ricercatori hanno cercato di delineare gli scenari possibili e si sono trovati davanti un quadro tutt’altro che roseo. Anche se l’aumento della temperatura globale fosse mantenuto entro i due gradi rispetto al livello preindustriale — che è l’obiettivo fissato a livello internazionale dalla Cop 21, il summit dell’Onu di Parigi sul clima del dicembre scorso — in aree del Medio oriente e del Nord Africa l’incremento sarebbe di almeno 4 gradi. Entro la metà del secolo, calcolano gli esperti, in estate il termometro non scenderebbe mai sotto i 30 gradi di notte, raggiungendo anche i 46 gradi di giorno. E alla fine di questo secolo la temperatura nelle giornate più calde potrebbe addirittura salire fino a 50 gradi. Altra minaccia alle popolazioni locali sono le ondate di calore più intense, ma anche più lunghe. Di conseguenza, in molti Paesi, soprattutto quelli più poveri, il terreno diventa ogni giorno più arido, i deserti si allargano, il bestiame muore e le risorse idriche diminuiscono o si contaminano. E l’acqua potabile, prevedono gli analisti, diventerà una merce sempre più rara e difficilmente accessibile.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

19 luglio 2019

NOTIZIE CORRELATE