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​Milioni di iracheni in fuga

· ​Di fronte all’offensiva dei jihadisti dell’Is ·

Sono ormai tre milioni gli iracheni costretti alla fuga dall’offensiva del cosiddetto Stato islamico (Is), tre milioni di persone che come casa hanno solo la paura e sulle quali il protrarsi del conflitto proietta ombre minacciose. 

Civili fuggiti da Ramadi (Ap)

La stima è del ministero delle Migrazioni iracheno, secondo il quale il brusco aumento è dovuto alla fuga degli abitanti della provincia di Al Anbar — a maggioranza sunnita, cioè la confessione islamica alla quale l’Is pretenderebbe di appartenere — dopo la conquista del capoluogo Ramadi e di altre località a opera del gruppo jihadista.

Di fronte a questa situazione — e a quella persino più grave in Siria dove sono profughi almeno la metà degli abitanti — la coalizione internazionale cerca nuove strategie. A questo scopo ci sarà oggi una riunione dei ministri degli Esteri a Parigi, alla quale interverranno sia il primo ministro iracheno, Haider Al Abadi, sia i responsabili dell’alto commissariato dell’Onu per i rifugiati, António Guterres, e dell'Unesco, Irina Bokova.
Come noto, infatti, la furia dell’Is somma alla ferocia contro le popolazioni quella contro i siti sia religiosi sia archeologici, in molti casi considerati patrimonio dell’umanità. Sarà collegato solo in videoconferenza il segretario di Stato americano, John Kerry, costretto a rientrare in patria dopo essersi procurato, domenica, una frattura al femore mentre si trovava in Francia.
In Iraq, l’azione internazionale e quella dell’esercito non hanno finora ottenuto gli esiti militari auspicati. Dopo mesi in cui si era parlato di una decisiva campagna di primavera contro l’Is a Mosul, che avrebbe dovuto essere risolutiva del conflitto, la situazione sul terreno è tutt’altro che rispondente a tali previsioni. Nonostante i continui bombardamenti aerei della coalizione, le milizie jihadiste hanno guadagnato sempre più terreno, affiancando le azioni terroristiche alle operazioni militari. È di ieri l’attentato suicida che ha provocato quarantacinque morti e una cinquantina di feriti nella base militare di Muthanna, dove sono acquartierate forze di polizia irachene e milizie sciite loro alleate. 

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16 dicembre 2019

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